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CALAMITÀ 8 Settembre Set 2014 1037 08 settembre 2014

Alluvione Peschici, trovato il corpo di Vincenzo Blenx

Il bilancio si chiude con due morti.

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La costa sommersa dall'acqua a Peschici, 6 settembre 2014.

È stato recuperato in mare, la mattina dell'8 settembre, il cadavere del pensionato 70enne Vincenzo Blenx trascinato in acqua la mattina di sabato 6 settembre dall'alluvione che ha colpito Peschici.
Il ritrovamento è stato fatto dai marinai della Capitaneria di porto di Vieste a circa 300 metri al largo del costone di Peschici, un chilometro e mezzo dal luogo della scomparsa.
Si è chiuso dunque con due morti il bilancio delle vittime nel Gargano. Sabato era stato ritrovato il corpo dell’allevatore 24enne Antonio Facenna.
MILIONI DI DANNI. Ancora da definire con precisione i danni materiali. Secondo il sindaco di Peschici, Francesco Travaglione, quelli diretti al patrimonio pubblico ammontano ad almeno 4-5 milioni di euro. «Se ci aggiungiamo i danni da mancata programmazione turistica, arriviamo a centinaia di milioni», ha spiegato.
Sono mille i campeggiatori sfollati (40 sono ospitati in strutture ricettive, gli altri sono tornati a casa), altre 40 persone sono state evacuate a San Marco in Lamis, altre 15 famiglie a San Giovanni Rotondo.
Il 7 settembre uomini e mezzi dell'esercito sono arrivati a Peschici e Rodi Garganico per liberare le strade dal fango. Con loro anche il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, giunto sul posto per rassicurare sull'impegno del governo.
VERSO LO STATO DI EMERGENZA. «Per quello che ho visto», ha detto Gabrielli, «e per quello che mi è stato raccontato, credo che ci siano le condizioni per la dichiarazione dello stato di emergenza». I danni sono «giganteschi, diverse decine di milioni», ha aggiunto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
A Peschici la situazione resta difficile: oltre ai 1.000 turisti messi in fuga, risultano distrutti cinque tra camping e hotel e sei lidi balneari. In mare si trovano tre autovetture, due case mobili e quattro roulotte, spazzate via dalla furia dell'acqua che dalla Foresta umbra è venuta giù nella baia attraverso canali mai ripuliti dalla ghiaia e circondanti dalla cementificazione selvaggia.
IL MINISTRO GALLETTI ATTESO NEL GARGANO. L'8 settembre è arrivato anche il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. «È chiaro che vogliamo ripristinare quelle zone nel minor tempo possibile», ha spiegato.
Dal governo, quindi, si attende a breve la dichiarazione di stato di calamità naturale che la Regione Puglia ha già sollecitato nel vertice che si è svolto nel pomeriggio del 7 settembre nella prefettura di Foggia alla presenza di Gabrielli, di Vendola e dei sindaci dei 14 comuni colpiti dall'alluvione.

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