Polizia
GIUSTIZIA 9 Settembre Set 2014 0717 09 settembre 2014

Calabria, operazione contro la 'ndrangheta

Blitz della polizia. Colpite le famiglie Commisso e Aquino.

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Un'auto della polizia.

Estorsioni ad alto livello e infiltrazione nell'aggiudicazione di appalti, anche per la messa in sicurezza di una scuola e la costruzione di una diga. Per associazione mafiosa transnazionale sono stati arrestati il 9 settembre 29 esponenti di due delle 'ndrine calabresi più pericolose, Commisso di Siderno e Aquino di Marina di Gioiosa Ionica.
OLTRE 300 ARRESTI. Gli uomini dello Sco e della squadra mobile di Reggio Calabria, guidati da Andrea Grassi e Gennaro Semeraro, hanno rilevato importanti infiltrazioni della 'Ndrangheta nell'economia legale.
Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Reggio, su richiesta della Dda, riguardano personaggi di spicco delle principali cosche jonico-reggine. L'inchiesta è il proseguimento di un'altra operazione contro la 'Ndrangheta che nel 2010 aveva portato in carcere 300 persone tra Calabria e Lombardia.
TANGENTI SUGLI APPALTI. Le ditte che si aggiudicavano appalti nella fascia ionica reggina tra Siderno e Marina di Gioiosa Ionica erano costrette a pagare una tangente del 3% sul valore dei lavori alla 'ndrangheta. L'operazione ha colpito anche alcune cosche minori collegate alle due principali e operanti ad Antonimina e Natile di Careri.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione. Tra gli appalti sui quali le 'ndrine imponevano il pizzo, anche quelli relativi alla messa in sicurezza di una scuola e alla costruzione di una diga. La tangente calava un po' di valore se le imprese che si aggiudicavano i lavori erano considerate 'amiche' dagli uomini della 'ndrangheta.

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