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DIRITTI 9 Settembre Set 2014 1629 09 settembre 2014

Gay, matrimonio all'estero riconosciuto a Pordenone

Pordenone, concessa la carta di soggiorno.

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Una coppia gay.

La questura di Pordenone ha riconosciuto il legame familiare a una coppia gay sposata all'estero e, di conseguenza, ha rilasciato regolare carta di soggiorno al coniuge straniero. Lo ha reso noto il presidente di Arcigay Friuli 'Nuovi passi' di Udine e Pordenone Giacomo Deperu, che ha appreso la notizia dalla stessa coppia pordenonese, formata dall'avvocato Francesco Furlan e dal coniuge sudafricano Derek Wright, unitisi in matrimonio a Cape Town nel 2013.
«Al primo anniversario di matrimonio» - ha spiegato Deperu - «la coppia ha ottenuto questo importante riconoscimento dalla questura. Nessuna forzatura: la decisione è stata presa in linea con le direttive del ministero dell'Interno che già nel 2012, con la circolare Cancellieri, prevedeva questa possibilità».
«SIAMO PIÙ EUROPEI». L'avvocato Furlan, responsabile legale di Arcigay Friuli, non ha nascosto la sua soddisfazione: «Oggi ci sentiamo più europei» - ha commentato - «potendo godere di un diritto gia riconosciuto da tempo in altri Paesi Ue. Non capiamo come la questura possa riconoscerci un diritto e lo Stato fingere che il nostro matrimonio non esista. Ringraziamo il dirigente dell'Ufficio immigrazione Giovanni Sparagna e la professionalità del team della questura di Pordenone».
«ASSURDO PUDORE ISTITUZIONALE». «Oggi in Italia ho tutti i diritti di un coniuge» - ha aggiunto il marito, Derek - «eppure sui documenti, dove mi riconoscono 'coniugato', mi definiscono 'familiare di cittadino Ue,' secondo un incomprensibile pudore istituzionale che non vuole pronunciare la parola matrimonio». Secondo Deperu, «non ci sono più scuse, è stata riconosciuta la validità del matrimonio gay contratto all'estero e ora chiediamo all'Italia di aprire al matrimonio egualitario e al Comune di Pordenone di procedere subito alla trascrizione del matrimonio di Francesco e Derek presso l'anagrafe, atto che seppur non riconosce automaticamente diritti alla coppia, ne sancisce la dignità di cittadini italiani di serie A».

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