Brunello Vino Falso 140529095832
FRODE 9 Settembre Set 2014 1221 09 settembre 2014

Inchiesta falso Brunello, sequestrati 160 mila litri

Vino comune fatto passare per Doc.

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I carabinieri del Nas hanno sequestrato 30 mila bottiglie di Brunello falso.

Vino di modesta qualità venduto come Brunello e Rosso di Montalcino: è questa la maxi-frode scoperta dalla Guardia di Finanza di Siena, che ha portato al sequestro di oltre 160 mila litri di vino, pari a 220 mila bottiglie, per un valore totale di oltre 4 milioni di euro.
Grazie anche a una segnalazione del Consorzio dei produttori del Brunello, dopo tre anni di indagini gli ufficiali hanno smascherato un'organizzazione che avrebbe manipolato l'intera filiera del pregiato vino toscano.
UOMO DENUNCIATO PER FRODE. Coinvolto nella vicenda un enologo di diverse aziende agricole della zona, il quale è stato denunciato per frode in commercio, accesso abusivo a un sistema informatico, appropriazione indebita aggravata e continuata e reati di falso.
Secondo le accuse, l'uomo, grazie all'aiuto di complici con diverse funzioni nell'ambito dell'intera filiera, sarebbe riuscito a commercializzare vino comune facendolo passare come vero Brunello Doc.
CONTRAFFATTE LE CERTIFICAZIONI DOCG. Il professionista, approfittando dei suoi rapporti di lavoro, per i pm sarebbe riuscito a entrare in possesso di materiale originale attestante la Docg (Denominazione di origine controllata e garantita), come contrassegni di stato, documenti di trasporto, fatture.
Con questi documenti avrebbe venduto, probabilmente in nero, partite di uva e di vino comune alle cantine durante la fase della vendemmia e dell'invecchiamento.
La Guardia di Finanza, che ha definito la vicenda una «truffa clamorosa», ha spiegato di aver bloccato tutto il quantitativo prima dell'imbottigliamento.
La maxi-inchiesta ha portato al sequestro di 165.467 litri di vino, dei quali 75.620 di Brunello, 89.847 di Rosso più 2.350 Contrassegni di stato e altro materiale contraffatto.
L'uomo si sarebbe anche introdotto nel sistema home banking di due imprenditori, cercando di trasferire a suo nome fondi su Istituti di credito esteri e di impossessarsi, tramite operazioni di sportello, di ben 350.000 euro dai conti correnti di uno di essi su conti propri. Il Gip ha disposto per lui il divieto di dimora nel Comune di Montalcino.

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