A 9 MESI DALLA CADUTA 9 Settembre Set 2014 1536 09 settembre 2014

Schumacher ritorna a casa

Ma la manager frena: «Lo attende un lungo e duro percoso».

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Schumi torna a casa. E ben prima di Natale, come sembrava da alcune indiscrezioni.
Dopo nove mesi di calvario, lo ha annunciato la sua manager Sabine Kehm in una nota: «La riabilitazione di Michael Schumacher continuerà a casa. Nel corso delle settimane e dei mesi passati ha fatto dei progressi considerata la gravità della lesione, ma ha davanti ancora un lungo e duro percorso».
LE CONDIZIONI NON CAMBIANO. Ma quindi significa che l'ex campione di Formula 1 sta meglio? «Queste sono informazioni generali e tirare conclusioni che lo stato di salute è fortemente cambiato sarebbe falso. Inoltre non sarà necessario realizzare alcuna costruzione sul terreno di casa Schumacher», è stata la spiegazione di Kehm.
Ringraziamenti di rito per l'equipe dell'ospedale di Losanna che ha avuto in cura Schumacher dopo il trasferimento dal nosocomio di Grenoble, «per il lavoro intenso e competente».
L'INCIDENTE IL 29 DICEMBRE 2013. L'ex pilota tedesco della Ferrari era rimasto vittima di una gravissimo incidente sciistico a Meribel, in Francia, il 29 dicembre 2013, che gli causò traumi alla testa.
La fine del tunnel di certo è ancora lontana, perché l'uscita non equivale alla guarigione.
La clinica di Losanna, dove Schumi aveva cominciato la riabilitazione dopo il trasferimento dall'ospedale di Grenoble, ha confermato, secondo quanto hanno riportato i media svizzeri, che l'ex campione sarebbe uscito già il 9 settembre per tornare a Gland, vicino Ginevra, dove risiede con la famiglia e la moglie Corinna, presenza inamovibile al suo fianco in questi mesi di calvario, lei che non ha mai perso la speranza nemmeno nei giorni più bui.
A FEBBRAIO UN'INFEZIONE POLMONARE. A febbraio la grande paura dopo la notizia di un'infezione polmonare che aveva minato ulteriormente la salute del pilota, la cui vita restava appesa a un filo. Il cuore si è riaperto alla speranza il 16 giugno quando Schumi è uscito dal coma.

Il neurologo: «Potrebbe aver raggiunto uno stato vegetativo permanente»

Il professor Leandro Provinciali, direttore del dipartimento di Neuroscienze degli Ospedali Riuniti di Ancona, ha commentato la notizia: «È troppo presto per cantare vittoria. Il ritorno a casa può avere una duplice lettura: può significare che Schumacher è più vigile e orientato nell'ambiente o che ha raggiunto uno stato vegetativo persistente. A un anno di distanza dall'incidente si potrà definire qual è il traguardo possibile da raggiungere in termini di recupero».
Secondo l'esperto «le aspettative non sono del tutto rosee, bisogna ricordare che Schumacher ha subito un danno enorme ed è stato anche tracheotomizzato, potrebbe essere ancora in uno stato di respirazione non autonoma».
«DELICATO RECUPERO COGNITIVO». A casa «ci saranno infermieri e fisioterapisti, ma la parte più delicata sarà quella della riabilitazione cognitiva, affidata a diverse figure professionali, come il logopedista, che aiuta nel recupero della parola, e lo psicologo riabilitatore, che aiuta invece in qualche modo a rimettere in moto i pensieri», ha spiegato Provinciali.
«D'altra parte il modello svizzero e tedesco della riabilitazione è 'comprensive', racchiude in sé diversi ambiti, è molto ben condotto ed efficace, naturalmente se ci sono i presupposti biologici».

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