Bossetti Interrogatorio 140705211030
PROCESSO 10 Settembre Set 2014 1256 10 settembre 2014

Omicidio Yara, la difesa di Bossetti vuole un'altra prova del Dna

La difesa chiede nuovo test e scarcerazione.

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Giuseppe Bossetti, accusato dell'omicidio di Yara Gambirasio, da 20 giorni in cella d'isolamento.

Colpo di coda della difesa di Massimo Giuseppe Bossetti. I legali del muratore, in carcere dal 16 giugno scorso per l'omicidio di Yara Gambirasio, hanno depositato un'istanza di scarcerazione al gip di Bergamo e hanno chiesto che sia nuovamente prelevato il Dna trovato sul corpo di Yara Gambirasio che le analisi attribuiscono a Bossetti.
IN CARCERE DA GIUGNO. Bossetti si trova in carcere in quanto, soprattutto, il suo Dna è stato trovato sui leggins e sugli slip della 13enne scomparsa da Brembate di Sopra il 26 novembre del 2010 e trovata uccisa in un campo di Chignolo d'Isola esattamente 3 mesi dopo.
A suo carico c'è anche il fatto che, nel pomeriggio della scomparsa, il suo cellulare agganciò la stessa cella a cui si era agganciato quello della ragazza. Sul corpo di Yara, inoltre, furono trovate tracce di materiale edile e Bossetti è, appunto, un muratore.
«NON VI SONO GRAVI INDIZI DI COLPEVOLEZZA». I difensori di Bossetti, nell'istanza di scarcerazione per il loro assistito, hanno compiuto «un'attenta rilettura» dei dati alla base dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per l'omicidio di Yara Gambirasio. Sulla scorta di questa rilettura, per gli avvocati, «non vi sono gravi indizi di colpevolezza».

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