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MARÓ 11 Settembre Set 2014 1809 11 settembre 2014

India, attesa l'udienza per il rientro di Latorre

Il governo sembra favorevole alla liberazione del fuciliere.

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I due marò Massimiliano Latorre (a destra) e Salvatore Girone durante la visita in Italia a marzo 2013.

La mattina di venerdì 12 settembre la Corte Suprema di New Dehli ha in programma un'udienza per discutere sull'istanza presentata dal team legale della difesa dei Fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per ottenere un rientro 'terapeutico' in Italia del primo, colpito il 31 agosto da un'ischemia dalla quale cui si è in gran parte ripreso.
Il dossier presentato dalla difesa, di circa 70 pagine, contiene le richieste di esenzione per Latorre di recarsi al commissariato per la firma settimanale e di autorizzazione per lui a rientrare in Italia per quattro mesi per curarsi. Il dossier con le richieste è probabile includa certificati medici degli specialisti del Sir Ganga Ram Hospital, che lo hanno avuto in cura per una settimana, e di altri neurologi indiani.
PROBABILE NULLA OSTA DEL GOVERNO INDIANO. Nel corso dell'udienza, un tribunale formato da tre giudici - presieduto dallo stesso presidente della Corte, R.M. Lodha - è chiamato a sentire di nuovo le motivazioni della richiesta italiana e a conoscere l'opinione del governo indiano. Quest'ultimo non sembra contraria al rientro, se ci si attiene alla recente conferenza stampa del ministro degli Esteri indiano Sushma Swaraj, il quale ha dichiarato di non voler ostacolare «una decisione della Corte presa su basi umanitarie».
ISTANZA A SORPRESA CONTRO I MARÓ. A sorpresa, mercoledì 10 settembre è spuntata un'altra istanza, presentata da un avvocato indiano a nome del proprietario del peschereccio Saint Antony coinvolto nell'incidente, Freddy John Bosco. In essa si chiede al massimo tribunale indiano di nominare una commissione medica che verifichi le reali condizioni di salute di Latorre. Le possibilità che l'istanza venga accettata dalla Corte Suprema nella prossima udienza sono quasi nulle, perché era ancora in attesa della verifica da parte dell'ufficio del registro, una procedura che in genere dura due o tre giorni.
IL PROPRIETARIO DELLA ST. ANTONY: «SONO ROVINATO». In una recente intervista all'Ansa, Freddy John Bosco ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a presentare l'istanza: «voglio che sia chiaro che io sono una delle vittime di questa vicenda, che ho perso un peschereccio che era tutto quello che avevo e che sono di fatto rovinato».
Dopo aver ammesso di aver ricevuto per l'incidente 1,7 milioni di rupie (meno di 25.000 euro), ha sottolineato: «il mio peschereccio è bloccato da tre anni in custodia del commissariato di polizia di Neendakara. Riaverlo mi costerebbe una fortuna in avvocati» ha aggiunto Bosco, che ha ricevuto 1,7 milioni di rupie (meno di 25.000 euro) come risarcimento.
«Ho avuto intanto un secondo figlio e ho dovuto prendere soldi in prestito» ha aggiunto. «Senza la barca sono costretto a lavorare come giornaliero, con un reddito attuale al massimo di 20.000 rupie (225 euro) al mese».

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