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OFFENSIVA 11 Settembre Set 2014 0704 11 settembre 2014

Obama dichiara guerra all'Is: «Colpiremo i terroristi ovunque siano»

Il presidente Usa punta sui raid aerei.

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Barack Obama.

Barack Obama ha dichiarato guerra allo Stato islamico. Il presidente degli Stati Uniti, parlando in tivù alla nazione, ha confermato una strategia di attacco che ormai era già chiara: «Li colpiremo ovunque. Li distruggeremo. Non c'è alcun paradiso sicuro per chi minaccia l'America».
La tempistica non è causale: mancano poche ore al tragico anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001 e Obama ha scelto questa data per spiegare agli americani la necessità di lanciare una nuova offensiva militare contro il terrorismo islamico.
«DOBBIAMO RIMANERE VIGILI». «Piccoli gruppi di assassini possono fare gravi danni. Per questo dobbiamo rimanere vigili», ha aggiunto il presidente in quello che in molti considerano come il discorso più delicato della sua presidenza.
Lui che voleva chiudere un decennio di guerre si ritrova, suo malgrado, a dover combattere. «Ma a differenza di 13 anni fa», ha promesso, «l'America non sarà trascinata in una nuovo conflitto come in Iraq o in Afghanistan. Non saranno coinvolte truppe americane sul suolo straniero». Il fine è simile, ma la strategia diversa. E se non è previsto l'invio di truppe di terra per combattere lo Stato islamico, il contingente a stelle e strisce in Iraq aumenta sempre di più. Sono stati inviati, infatti, altri 475 soldati, che diventano così in totale 1.600. Il compito di queste unità non è di combattere, ma di proteggere il personale americano e aiutare i militari iracheni, ma senza partecipare alle operazioni sul campo.
«L'IS È UN'ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA». «Oggi l'America è più sicura», ha proseguito Obama, «ma c'è la minaccia dell'Is che non è l'Islam, ma una organizzazione terroristica vera e propria». Per fermarla Washington ha creato una coalizione internazionale e ha elaborato una strategia in quattro punti che «degraderà e alla fine distruggerà l’Is».

1. Estendere i raid aerei

Il primo punto consiste nell’estendere la campagna di raid aerei già in corso in Iraq anche alla Siria, per permettere alle forze locali di passare all’offensiva.
«NESSUN RIFUGIO SICURO». «Ho chiarito che daremo la caccia ai terroristi che ci minacciano ovunque. Ciò significa che non esiterò ad agire contro l’Is in Siria, come in Iraq. Questo è un principio fondamentale della mia presidenza: se minacci l’America, non troverai rifugio sicuro».

2. Più supporto alle forze di terra

Il secondo punto riguarda l'aumento del «nostro supporto alle forze che combattono questi terroristi sul terreno». Il Pentagono, quindi, manderà altri 475 uomini in Iraq, per aiutare le forze di Baghdad e quelle curde, formando anche una Guardia nazionale che darà in particolare ai sunniti la possibilità di combattere contro i terroristi che si stanno impadronendo delle loro terre, spingendo così le tribù locali a rinunciare all’alleanza con l’Islamic state.
MAGGIORI AIUTI ALL'OPPOSIZIONE. In Siria il problema è più complesso, perché non esistono forze di terra pronte a fermare l’Isis. Obama comunque chiederà al Congresso di autorizzare maggiori aiuti all’opposizione islamica e laica moderata, in modo quest'ultima possa combattere tanto contro i terroristi, quanto contro Assad, con cui Washington non ha nessuna intenzcollaborare perché ha perso ogni legittimità massacrando la sua gente.

3. Intelligence e difese

Il terzo punto è «continuare a mobilitare le nostre sostanziali capacità anti terrorismo per prevenire attacchi dell’Isis». Quindi,intelligence e altre difese, anche per fermare il traffico dei combattenti stranieri che entrano ed escono dal Medio Oriente. Qui servirà l’aiuto dell’Europa, da cui viene la maggior parte di questi guerriglieri.
MOBILITARE LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE. L’Italia ha già dato la sua disponibilità a collaborare durante il recente vertice Nato a Cardiff, ma Obama intende usare il summit sul terrorismo che presiederà durante la prossima Assemblea generale dell’On per «mobilitare l’intera comunità internazionale dietro questo sforzo».

4. Assistenza umanitaria potenziata

Il quarto punto consiste nel potenziare l’assistenza umanitaria fornita ai civili innocenti colpiti dai terroristi, in particolare i sunniti.
SRADICARE IL CONSENSO. Non solo perché è giusto, ma anche perché così si toglie consenso all’Islamic state e si offrono buone ragioni alle popolazioni locali per scacciarlo.

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