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LINEE GUIDA 12 Settembre Set 2014 2247 12 settembre 2014

Eterologa, in Lombardia spese a carico delle coppie

Esulta Formigoni: «No alla deriva gay».

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Roberto Formigoni.

La Giunta regionale della Lombardia ha approvato una prima delibera per autorizzare la fecondazione assistita eterologa. A illustrare le linee guida in una conferenza stampa è stato il vicepresidente e assessore alla Salute, Mario Mantovani, che ha sottolineato come l'eterologa in Lombardia sarà a carico degli assistiti: le tariffe saranno, però, stabilite con una successiva delibera. Potrà essere richiesta solo in caso di infertilità o di sterilità assoluta e irreversibile.
UNA SESSANTINA DI CENTRI. Mantovani ha spiegato che la fecondazione assistita eterologa sarà autorizzata in Lombardia presso tutti i centri di procreazione medicalmente assistita di primo, secondo e terzo livello autorizzati per l'omologa (una sessantina). A partire dall'approvazione della delibera sono, però, sospese le procedure per il rilascio di nuove autorizzazioni. Nascerà, infine, un registro regionale dei donatori affidato alla fondazione Irccs Ca' granda ospedale maggiore policlinico di Milano. Mantovani ha poi precisato che l'eterologa entrerà in vigore in Lombardia «a brevissimo, non appena la delibera sarà pubblicata».
FORMIGONI: «NO ALLA DERIVA GAY». Roberto Formigoni, su Twitter, ha accolto con favore la decisione presa dalle Regione di cui è stato governatore. «Almeno in Lombardia», ha scritto, «il pensiero unico laicista non passa. Le norme sull'eterologa difendono i bambini e la famiglia, no a deriva gay». Di tutt'altro avviso il Movimento 5 stelle. «Spese integralmente a carico degli assistiti, criteri di accesso restrittivi, eterologa non ammessa per coppie portatrici di malattie genetiche trasmissibili e nemmeno per le coppie in cui entrambi i partner sono sterili, bloccato l'accreditamento di nuovi centri per la procreazione assistita. La Giunta lombarda sceglie di ostacolare in tutti i modi la fecondazione eterologa nonostante la legge 40 sia stata demolita dalla Consulta». Parola di Paola Macchi, consigliere regionale M5s della Lombardia, che ha così commentato le linee guida. Guardando al costo «che potrebbe aggirarsi sui 3 mila euro», il M5s sostiene che quello della Giunta Maroni «è terrorismo etico, ha vinto, ancora una volta, la linea fondamentalista ciellina, che in Lombardia di fatto detta linee guida anacronistiche».

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