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APPRENSIONE 12 Settembre Set 2014 1800 12 settembre 2014

Morte Daniza, per i cuccioli sopravvivenza a rischio

I due orsetti avvistati insieme. Ma non sanno dove nutrirsi.

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L'orsa Daniza ritratta nei boschi del Trentino (foto di Claudio Groff, archivio servizio foreste e fauna della provincia autonoma di Trento).

Mentre resta il mistero sulle cause esatte della morte dell'orsa Daniza dopo il tentativo fallito di cattura con un anestetico - i risultati dell'autopsia saranno disponibili solo tra qualche giorno - cresce la preoccupazione per le sorti dei due cuccioli. Rimasti senza madre, per molti esperti la loro sopravvivenza sarebbe difficile. L'unica certezza è che al momento sono ancora vivi e che si sono riuniti dopo la morte della madre. A uno di loro, dopo le fasi concitate della cattura, era stata applicata una marca auricolare per consentire la localizzazione via radio. Dell'altro orsetto, che non era presente al momento del tentativo di cattura, si erano perse le tracce.
AVVISTATI ASSIEME AL MATTINO. Nella mattina, però, i forestali trentini li hanno avvistati tutti e due in un bosco mentre camminavano uno accanto all'altro. I segnali radio che arrivano dal chip di uno degli orsetti consentiranno ora ai tecnici di seguire i loro spostamenti. Per i due animali, la cui età è stimata in otto-nove mesi, inizia però ora la fase più delicata della loro vita, completamente mutata dopo la morte della madre. Prima dell'inverno dovranno imparare in fretta a nutrirsi bene, facendo a meno del latte materno, ed evitare i pericoli. Forse stando insieme potrebbero salvarsi, ma non tutti la pensano così.
SOPRAVVIVENZA DIFFICILE. «Anche se gli orsetti di Daniza staranno uniti, è difficile che sopravvivano oltre l'anno di vita», ha spiegato Gudrun Pflueger, esperta di fauna selvatica della Società europea Wilderness. «In base a studi recenti» - ha aggiunto - «il 27% dei cuccioli non sopravvive al primo anno di vita perfino se stanno con la madre». «Gli orsetti», ha sottolineato Pflueger, «hanno numerosi nemici in natura, come lupi, aquile e volpi, e possono morire di fame. Prima dell'inverno poi hanno bisogno di molte calorie, ma devono conoscere i luoghi dove cibarsi di bacche e ora non possono farlo perché non sono accompagnati e istruiti dalla madre».
ISTANZA PER IL SEQUESTRO. Preoccupata per la loro sorte è anche Cristina Fraquelli, veterinaria di Alpvet e una delle massime esperte di patologia dell'orso. «La loro sopravvivenza» - ha detto - «resta un'incognita, non hanno avuto il tempo di ricevere l'imprinting dalla madre per vivere in modo autonomo e capire il modo migliore per alimentarsi». Il destino dei due orsetti verrà intanto valutato anche dalla procura di Trento, dove la Lega antivivisezione (Lav) ha depositato un'istanza per il loro sequestro preventivo, «in modo da trasportarli in una struttura adeguata per garantire la loro sopravvivenza». Gli esponenti nazionali della Lav, in vista della stagione del letargo, hanno chiesto almeno un monitoraggio continuo e un bollettino periodico sulle loro condizioni.

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