Paolo Canio 130401090748
GIUSTIZIA 12 Settembre Set 2014 1232 12 settembre 2014

Saluto romano, il divieto deve essere mantenuto

Lo ha stabilito la Cassazione.

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Saluto romano di Paolo Di Canio ai tempi della Lazio.

Ci sono ancora rischi di «rigurgiti» antidemocratici - come hanno indicato tanti recenti episodi avvenuti in Europa - che rendono necessario mantenere in vigore la legge Scelba, che vieta la ricostituzione del partito fascista e gesti come il 'saluto romano'.
A sottolinearlo è stata la Cassazione, che ha condannato due neofascisti per i gesti caratteristici del 'ventennio'.
CASAPOUND, DUE CONDANNATI. I supremi giudici, infatti, hanno confermato la condanna per due simpatizzanti di CasaPound - che a un raduno neofascista avevano salutato a braccio teso urlando 'presente' - rilevando che «nulla autorizza a ritenere che il decorso di ormai molti anni dall'entrata in vigore della Costituzione renda scarsamente attuale il rischio di ricostituzione di organismi politico-ideologici aventi comune patrimonio ideale con il disciolto partito fascista o altre formazioni politiche analoghe».
EPISODI FREQUENTI. «L'esigenza di tutela delle istituzioni democratiche non risulta, infatti, erosa dal decorso del tempo e frequenti risultano gli episodi ove sono riconoscibili rigurgiti di intolleranza ai valori dialettici della democrazia e al rispetto dei diritti delle minoranze etniche o religiose», ha scritto ancora la Prima sezione penale della Suprema Corte nella sentenza 37577.
TESI DIFENSIVA RESPINTA. Con questa risposta, gli 'ermellini' hanno respinto la tesi degli imputati - Andrea B., con precedenti, e Mirko G. - che sostenevano l'assenza di «lesività» dei comportamenti da loro tenuti e la necessità di depenalizzare i retaggi del reato di opinione per via del «mutato clima politico» e delle norme internazionali sulla libera manifestazione delle opinioni.

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