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BUFERA 12 Settembre Set 2014 2100 12 settembre 2014

Sicilia, assessore indagato per una piscina abusiva

Altro caos su Crocetta: «Solo leggerezza».

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Il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta l'assessore Mariarita Sgarlata.

Nuova bufera sul governo di Rosario Crocetta, già alle prese con la fronda dei 'cuperliani' che chiedono un cambio di giunta e soprattutto la testa dell'assessore alla Formazione Nelli Scilabra (Pd), da sempre fedelissima del governatore. Il nuovo caso riguarda l'assessore all'Ambiente, Mariarita Sgarlata, prima in quota Megafono e poi Pd post-rimpasto. La procura di Siracusa sta indagando per accertare se l'assessore, quando aveva la delega ai Beni culturali, abbia commesso reati nella realizzazione di una piscina nella sua villa al mare, ottenendo, tra l'altro, una procedura burocratica più celere del normale, chiusa in appena 22 giorni.
FUOCO DAI CUPERLIANI SU CROCETTA. Il governatore, dopo avere letto una dettagliata relazione dagli ispettori dei Beni culturali, ha trasmesso gli atti alla procura di Palermo, «per una questione di trasparenza». Immediato il fuoco amico: «La commedia del governo Crocetta è ormai alla fine. Si è trasformata in una farsa. A questo punto è meglio chiuderla qui», ha scirto il deputato 'cuperliano' del Pd, Antonello Cracolici, sul suo profilo Facebook.
IL GOVERNATORE: «SOLO UNA LEGGEREZZA». Crocetta però ha fatto quadrato: e se in un primo momento ha parlato di «leggerezza politica da parte dell'assessore» invitando gli amministratori a mantenere sobrietà anche perché «altrimenti si sottopone ad attacchi e polemiche l'intero governo», subito dopo ha stoppato sul nascere le voci di imminenti dimissioni della Sgarlata. «Non permetterò strumentalizzazioni politiche, il governo ha le carte in regola», ha assicurato. «Nei confronti dell'assessore», ha precisato il governatore, «ho applicato il metodo garantista che applico con tutti, e non significa affatto che l'assessore sia colpevole. Semplicemente, inviare gli atti ai magistrati contribuisce a fare un'operazione di verità». Niente dimissioni, dunque. «Non c'è alcun problema politico», ha insistito.
SGARLATA: «NON MI DIMETTO». Poi, dopo una lunga riflessione, la stessa Sgarlata ha diramato una nota: «Non tarderò un minuto in più a rassegnare le mie dimissioni nelle mani del presidente qualora, contrariamente ad ogni logica e presupposto che a me oggi sfugge, dovessero risultare responsabilità dirette e personali» dalle indagini dei magistrati.
In difesa dell'assessore si sono schierati i Verdi, che hanno contestato la sospensione della Sovrintendente di Siracusa, Beatrice Basile, «colpevole» di avere avallato la realizzazione della piscina. E parlano di «una vicenda pirandelliana, che ha il sapore di una resa dei conti solo politica».
I VERDI: «NIENTE METODO BOFFO». «Non si utilizzi il 'metodo Boffo' per dirimere e regolare conti partitici», hanno aggiunto i Verdi, «Crocetta non può affidare la risoluzione delle più spinose questioni legate al riequilibrio della sua maggioranza in giunta, utilizzando maldestramente le Procure».
Intanto, all'assemblea regionale sono state depositate le mozioni di censura e di sfiducia nei confronti degli assessori all'Economia Roberto Agnello e alla Formazione Scilabra. Atti condivisi da Forza Italia, Ncd e M5s ma anche da pezzi del Pd, in particolare i 'cuperliani', pronti a votare a favore della sfiducia in un clima sempre più teso nella maggioranza.

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