MARE 12 Settembre Set 2014 1007 12 settembre 2014

Vasto, sette capodogli arenati sulla spiaggia

In sette arenati a Punta Penna, tre sono morti. Le foto dei soccorsi.

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Sette capodogli (foto) si sono arenati sulla spiaggia di Punta Penna a Vasto, in provincia di Chieti (guarda il video).
Di due esemplari la morte è stata subito accertata, un altro è morto successivamente. In tutto quindi, i cetacei rimasti vivi sono quattro: al termine di una lunga lotta, aiutati dai volontari e dal personale della Capitaneria di porto, sono riusciti a tornare in mare aperto.
I cetacei spiaggiati misuravano tra 11 e 12 metri, pesanti circa 11 tonnellate ciascuno. Tutti di sesso maschile, facevano parte di un branco avvistato a largo dell'isola Vis, in Croazia.
QUATTRO HANNO RIPRESO IL LARGO. Alle 15.05 l'ultimo capodoglio vivo dei sette spiaggiati è riuscito a riprendere il largo, accompagnato da una ventina di volontari che a nuoto hanno voluto dargli un ultimo, simbolico saluto. Un lungo applauso da parte delle centinaia di persone accorse sulla spiaggia aveva già accolto, nel pomeriggio di venerdì, la liberazione del terzo esemplare, mentre i primi due erano tornati a nuotare in mattinata, trasposrtati lontano dalla riva dalla popolazione locale con il sostegno della Capitaneria di porto e della protezione civile di Vasto.

  • Il video dei soccorsi ai capodogli pubblicato su YouTube da Zonalocale.it

L'ALLARME DATO DAI SURFISTI. Ad accorgersi dello spiaggiamento, poco dopo le sette del mattino, erano stati alcuni surfisti, che avevano subito avvertito l'autorità marittima. Immediatamente sono scattate le procedure d'emergenza per il salvataggio, ma l'intervento non si è presentato agevole. I veterinari della Asl provinciale di Chieti e il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, sono arrivati sulla spiaggia poco dopo.
NECROSCOPIA SUI CAPODOGLI MORTI. Il presidente del Centro studi cetacei onlus, Vincenzo Olivieri, ha fatto sapere che le carcasse dei tre capodogli morti «verranno posizionate sulla spiaggia, dove verrà eseguita la necroscopia, presumibilmente domani (sabato 13 settembre, ndr)». I cetacei morti hanno circa dieci anni e «sono subadulti», ha aggiunto Oliveri, non avevano cioè ancora raggiunto la piena maturità sessuale. In Adriatico solo di passaggio, i capodogli sono «abituati ad acque molto più profonde e possono immergersi fino a 2.500 metri di profondità, ma spesso capita che branchi di sei o sette giovani si spingano fino a zone come questa», ha detto ancora Olivieri. L'esperto non è stato in grado di fare previsioni sul destino degli esemplari liberati, che per ora si sono salvati: «Lo spiaggiamento, di per sé, è un fatto traumatico grave. Il peso elevato schiaccia il diaframma, e può dare origine a problemi polmonari».
LA TESTIMONIANZA DEI SOCCORRITORI. «L'ho toccato e spinto con tutta la mia forza, era viscido e mi sembrava quasi di sentire il suo calore. Poi un'onda violenta l'ha spostato e ha preso il largo». Antonietta di Pescara è una dei cento volontari che per tutto il giorno si sono dati il cambio in mare, per cercare di salvare i sette capodogli. Alla fine se ne sono salvati quattro, ma è stata comunque una grande soddisfazione. «Sembrava che mi guardasse negli occhi», ha detto Gianni, studente universitario di Vasto, «e mi faceva una tenerezza infinita. Non ho avuto paura della sua grandezza, perché so che stavo facendo una cosa importante: stavo salvando una vita».

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