Capodogli Vasto Nuove 140912151649
LE INDAGINI 13 Settembre Set 2014 2351 13 settembre 2014

Capodogli morti, forse traumatizzati da rumori sul fondo

Ipotesi da verificare: spiaggiati per colpa di attività dell'uomo.

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Un momento dei soccorsi ai sette capodogli arenati sulla spiaggia di Vasto.

Sono forse risaliti a galla troppo in fretta. Forse spaventati da rumori troppo forti sui fondali. Dovuti chissà se a operazioni militari o attività di ricerca di idrocarburi, secondo le accuse di qualche esperto. Avrebbero così perso l'orientamento finendo in trappola sui bassi fondali delle coste abruzzesi, a Punta Penne nella Riserva naturale di Punta Aderci, i sette capodogli spiaggiatisi la mattina di venerdì 12 settembre. Quattro sono riusciti a riprendere il largo, grazie all'aiuto di esperti, volontari e forze dell'ordine. Tre, tutte femmine, di cui una in attesa di un piccolo, sono morti. Sulle tre carcasse l'esame necroscopico ha rivelato presenza di gas nei vasi sanguigni. Bolle che potrebbero essere una probabile conseguenza - secondo la tesi avanzata da Vincenzo Olivieri del Centro studi cetacei onlus - «di una riemersione troppo rapida, la cui causa potrebbe essere un trauma improvviso come quelli provocati dalle attività di prospezione con tecnica air-gun».
RIEMERSIONE NON CORRETTA. «Questo trauma», è ancora la tesi di Olivieri, «porta i cetacei a una riemersione non corretta, la cui conseguenza è la permanenza di gas nei vasi sanguigni. È simile a ciò che accade ai sub colpiti da embolia in seguito a una mancata decompressione». In 60 hanno lavorato sulle carcasse. Una maxi-equipe coordinata da Sandro Mazzariol, del Cert (Cetacean stranding emergency response team) dell'università di Padova, nato dopo lo spiaggiamento di massa sul Gargano del dicembre del 2009 quando a morire furono 7 capodogli. Le operazioni sono ufficialmente terminate intorno alle 19,00 con il ripristino completo dell' arenile.
Le carcasse sono state trasportate con dei camion verso i siti individuati dal comune di Vasto per l'interramento. Sui risultati dell'esame necroscopico non si è voluto sbilanciare. Le prime risposte potrebbero arrivare entro un mese. Al lavoro anche gli specialisti della facoltà della Scienza del mare dell'Universidad de Las Palmas delle Canarie. Secondo l'esperto in analisi delle reti Marco Santarelli, associato di ricerca per enti internazionali e direttore Ricerca&Sviluppo di Network, è necessario «pianificare il rischio» e «oggi non si fa perché non si studia l'interdipendenza dei fenomeni, alla base di eventi come questo spiaggiamento».
J'ACCUSE CONTRO UTILIZZATORI MARE. Arriva invece un forte j'accuse da uno dei massimi esperti di cetacei, il presidente dell'Istituto Tethys, Giuseppe Notarbartolo di Sciara: «Gli utilizzatori del mare sembra che la vogliano sempre fare franca' ma quello che serve 'è più trasparenza e una volontà sincera di collaborazione tra chi usa il mare sia per scopi militari che per ricerca di idrocarburi, ed esperti della biodiversità».
(Ansa)

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