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INTERVISTA 13 Settembre Set 2014 0700 13 settembre 2014

Migranti, Dimitri Russo: «Castelvolturno rischia la guerra civile»

Il sindaco: «La città è pronta a esplodere».

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Castevolturno «è un luogo di sofferenza unico in Europa»: qui il problema immigrati «è ben più endemico, insostenibile e incontrollato che a Lampedusa o a Rosarno». Respingerli in mare o fermarli con la forza «non serve a nulla» ed è contrario «ai principi della moderna civiltà».
SOLUZIONE ANTI-MIGRANTI. Contro «l’invasione dei migranti» nel Sud d’Italia, per il sindaco di Castelvolturno Dimitri Russo «c’è una sola via di salvezza: la pulizia. E la riqualificazione del territorio». «Risaniamo la città dalla sporcizia e il suo mare dai veleni, si imponga a tutti la raccolta differenziata dei rifiuti: le migliaia di napoletani fuggiti per disperazione torneranno nelle villette abbandonate agli extracomunitari, che non avranno più spazi né convenienze per restare».
NO AI PADRONI IN CASA NOSTRA. Nella vita privata è un dottore commercialista e single convinto. Consigliere comunale dal 2005 al 2009, coltiva due passioni: il calcio e la musica di Fabrizio De André.
Russo, 42 anni, è da giugno sindaco di Castelvolturno, il comune del Casertano di 22 mila persone e dove ci sono 26 mila extracomunitari (di cui solo 4 mila sono regolari).
A luglio i residenti hanno sfiorato la rivolta bloccando le strade infuriati contro «i maledetti neri che fanno i padroni a casa nostra». E c’è stato chi, per farsi intendere meglio, ha sparato colpi di pistola.

Il sindaco di Castelvolturno, Dimitri Russo.

DOMANDA. A Castelvolturno si vive davvero peggio che a Lampedusa o a Rosarno?
RISPOSTA. Le cifre parlano: 22 mila sono i residenti, 26 mila gli extracomunitari. Di questi, solo 4 mila hanno il permesso di soggiorno.
D. E l’integrazione?
R. È a zero.
D. Cioè?
R. Non c’è neanche un mediatore culturale in grado di tradurre quel che i migranti dicono. Disponiamo di un solo assistente sociale. E di 14 vigili per controllare un territorio di 72 chilometri quadrati con 30 chilometri di litorale. Mondragone, che è grande 3 chilometri quadrati, d’estate dispone di 53 vigili.
D. Lei ha detto: qui nessuno parla male dello Stato perché lo Stato proprio non c’è.
R. Anche noi del Comune siamo lo Stato. Ma con 55 milioni di euro di debiti sulle spalle non possiamo far nulla.
D. L’invasione dei migranti comporta spese aggiuntive?
R. Una valanga.
D. Per esempio?
R. Ogni volta che un extracomunitario muore senza documenti, l’obitorio di Caserta ci spedisce la fattura relativa ai costi di permanenza dando per scontato che abbia vissuto sul nostro territorio.
D. State peggio che a Lampedusa solo per l’entità delle presenze?
R. No, anche perché i migranti da noi non sono di passaggio, ma ci restano. E perché qui vivono liberi, incontrollati, fanno ghetto e cadono in balìa di tutte le tentazioni.
D. Spaccio, furti, prostituzione: lei ha detto che quando la camorra era più forte gli immigrati si comportavano meglio...
R. I clan avevano interesse a dimostrare di essere in grado di garantire tranquillità a tutti. Era una questione di prestigio. Ora, con i boss in carcere, si sono moltiplicati i furti nelle case e le rapine.
D. A luglio centinaia di residenti a Castevolturno e dintorni hanno bloccato le strade per inveire contro «i neri che fanno i padroni a casa nostra»: la protesta è sedata?
R. Il fuoco cova sotto la cenere. Confermo che l’esasperazione è alta. E che esiste il rischio di guerra civile.
D. Castelvolturno è razzista?
R. Il mio paese, rispetto all’entità della pressione sociale che sta subendo, è un esempio mondiale di tolleranza. Anzi, un laboratorio di convivenze che andrebbe studiato a fondo.
D. Però teme ulteriori disordini...
R. Gli stranieri ospiti vivono in condizioni peggiori di quando erano in Africa. L’indecenza causa disagi a tutti. E i focolai di intolleranza esistono ovunque.
D. Per ora, tutto appare tranquillo: come mai?
R. Da luglio, nelle strade sta operando una quantità straordinaria di esponenti delle forze dell’ordine che però non potrà prolungarsi in eterno.
D. Dopo, che cosa accadrà?
R. C’è bisogno urgente di interventi strutturali.
D. Che vuol dire?
R. I migranti si affollano qui da Lampedusa e dai luoghi di sbarco perché sanno di trovarci un immenso patrimonio abitativo in stato di abbandono. Con 50 euro al mese è possibile affittarsi una casetta in cui vivere in 10 o anche in 15. Occupare gratis una villetta abbandonata è un gioco da ragazzi.
D. Per i migranti, è una sorta di paese di Bengodi?
R. Nessuno dei 26 mila extracomunitari residenti lavora a Castelvolturno: gli uomini la mattina se ne vanno nel Nolano, nel Casertano, nell’Aversano. Si arrangiano nei campi a raccogliere ortaggi o nell’edilizia. Le donne vanno a prostituirsi.
D. Di integrazione non c’è traccia.
R. Nelle scuole, fino alla media inferiore, si riesce ad affrontare il problema. Poi tutto si perde, svanisce, diventa fuorilegge.
D. Va così da troppo tempo. Il tappo sta per saltare?
R. Temo di sì. Siamo alla terza generazione di immigrati. Sarebbe ora che si facilitasse la regolarizzazione dei clandestini e che i bambini nati in Italia fossero considerati italiani.
D. Invece?
R. Resta una terra di nessuno. Dove si scarica qualsiasi tipo di immondizia avvelenata. Dove i prefetti dicono che utilizziamo troppi uomini in divisa ma poi, se viene rubata un’auto e si telefona a polizia o carabinieri, è molto probabile che nessuno risponda per carenza di risorse.
D. Carenze che, però, non sono colpa dei migranti.
R. La presenza eccessiva di extracomunitari è la conseguenza e non la causa del degrado che noi residenti abbiamo creato e consentito negli anni.
D. Cioè?
R. È dagli Anni 90 che i proprietari napoletani delle seconde case al mare sono fuggiti a migliaia da Castelvolturno per colpa del mare inquinato, della camorra, della sporcizia tossica sepolta a tonnellate. Da luogo di vacanze per professionisti e famiglie, il paese si è ridotto a un infrequentabile immondezzaio.
D. E quindi?
R. Chi aveva comprato casa e la teneva inutilizzata, l’ha lasciata senza remore in balìa degli extracomunitari per pochi euro di affitto. O addirittura gratis.
D. C’è chi, anche da sinistra, oggi sostiene che senza una cultura dell’accoglienza e senza strutture adeguate non si può e non si deve accogliere nessuno. È d’accordo?
R. L’intolleranza cova sotto la cenere. La prefettura di Caserta ha deciso di spostare altrove 80 profughi siriani che avevano ottenuto asilo politico a Ischitella, un Comune a noi vicino. C’erano gravi segnali di rivolta da parte dei residenti.
D. Nel frattempo, però, i migranti arrivano a migliaia tramite i canali illegali.
R. Tentare di fermarli è inutile. E impossibile. La riduzione del peso potrà avvenire solo se si riuscirà a ripristinare una condizione di generalizzata normalità.
D. In che modo?
R. Ripuliamo Castelvolturno, risaniamo il mare, imponiamo la raccolta differenziata dei rifiuti. Vedrete che i napoletani torneranno qui in vacanza come fino agli Anni 90 e si riapproprieranno delle case abbandonate, che rappresentano l’80% del patrimonio edilizio.
D. E gli extracomunitari?
R. Non avranno più a disposizione il patrimonio edilizio di cui hanno finora usufruito gratis. Per molti fra loro non ci sarà più convenienza a restare. E se ne andranno via.
D. Che cosa pensa dell’operazione Mare Nostrum?
R. Invece di spendere miliardi per sapere se c’è acqua su Marte, gli Stati dovrebbero preoccuparsi di portare antibiotici, democrazia e civiltà nelle terre da cui i migranti fuggono.
D. Bene, ma che cosa bisogna fare quando i disperati si trovano in difficoltà in alto mare?
R. C’è da chiederlo? Va garantito il soccorso, punto e basta.

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