Alberto Perino
PROTESTA 13 Settembre Set 2014 1230 13 settembre 2014

No Tav, Alberto Perino: due inchieste su di lui

Valsusa: accusato di procurato allarme e istigazione a delinquere.

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Alberto Perino.

Doppia tegola giudiziaria per il leader carismatico dei No Tav.
Pubblicazione di notizie atte a turbare l'ordine pubblico e istigazione a delinquere sono le accuse che Alberto Perino, 68 anni, bancario in pensione della Valle di Susa e voce più ascoltata del movimento che si oppone alla ferrovia ad alta velocità Torino-Lione, dovrà sostenere nelle prossime settimane.
Colpa di un paio di scritti che, lo scorso anno, fece circolare sui siti internet e sulla mailing list interna.
DUE PESANTI ACCUSE CONTRO DI LUI. Nel primo si affermava che la questura e la procura di Torino avevano ordito un «piano terroristico», condito da denunce e intimidazioni poliziesche, per fare il vuoto attorno ai No Tav e per nascondere la scoperta di «vene d'amianto» nel cantiere di Chiomonte; notizie «false» e capaci di «turbare l'ordine pubblico», dicono i pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Andrea Padalino.
Il secondo conteneva una serie di informazioni (targhe, mezzi) reperite da «fonti sicure» sui tanti camion che in quel periodo dovevano trasportare in Valle di Susa i pezzi della fresa Tbm, la grande 'talpa' da utilizzare per lo scavo del tunnel.
Dati di cui gli attivisti si potevano servire per organizzare blocchi stradali e dimostrazioni come quelle avvenute nelle settimane precedenti: in una occasione un camionista olandese (che nulla c'entrava con il Tav) aveva denunciato una vera e propria aggressione.
PRESTO IL MAXI PROCESSO SUGLI SCONTRI 2011. Perino non è nuovo a indagini e processi. Quest'anno è stato assolto da un'accusa di vilipendio alle forze armate, ma è anche stato condannato a quattro mesi per violazione dei sigilli (insieme a Beppe Grillo) e a pesanti sanzioni pecuniarie per invasione di terreni. E i suoi sono soltanto alcuni degli innumerevoli fronti aperti dalla procura subalpina.
Una partita che tra breve entrerà nella fase decisiva con la requisitoria del maxi processo per gli scontri del 2011 e, soprattutto, con un delicato passaggio al tribunale del riesame (l'udienza è il 6 ottobre) dell'accusa di terrorismo mossa a quattro simpatizzanti di area anarchica.
In Valle il movimento No Tav continua a promuovere e organizzare manifestazioni. Oggi gli attivisti hanno accompagnato in una «passeggiata» alle reti del cantiere Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli Cervi uccisi dai fascisti nel 1943. L'iniziativa ha il marchio dell'Anpi (l'associazione dei partigiani) e vuole evidentemente gettare un ponte fra la Resistenza al nazifascismo e la battaglia contro il Tav. 'Adelmo - si legge nel volantino di presentazione - incontra le nuove generazioni, le terre, i luoghi e le vite che ancora oggi soffrono e resistono'.

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