Orsa Daniza 140911101000
INDAGINI 13 Settembre Set 2014 1934 13 settembre 2014

Orsa morta, la procura di Trento apre inchiesta

L'ipotesi è uccisione di animale protetto.

  • ...

L'orsa Daniza ritratta nei boschi del Trentino (foto di Claudio Groff, archivio servizio foreste e fauna della provincia autonoma di Trento).

Sulla morte dell'orsa Daniza, che tanto clamore e polemiche ha provocato, la procura di Trento ha deciso di aprire un'inchiesta. L'indagine è stata avviata dopo che l'apertura di un'inchiesta da parte del Corpo forestale dello Stato. Le indagini dovrebbero essere seguite personalmente dal procuratore Giuseppe Amato che per la prossima settimana ha convocato un vertice fra inquirenti e rappresentanti della provincia e della guardia forestale incaricato della cattura dell'orsa. Al momento nessuna persona risulta inserita nel registro degli indagati. Gli inquirenti dovranno esaminare gli esiti dell'autopsia già eseguita sull'animale.
IPOTESI UCCISIONE ANIMALE PROTETTO. Il reato ipotizzato è quello di uccisione di animale protetto, che nel caso di mancanza di volontà di uccidere prevede una pena da uno a sei mesi.
Intanto la mattina del 13 settembre a Trento gli animalisti guidati dalla Lav hanno manifestato in piazza Duomo e hanno avviato una petizione per chiedere le dimissioni del presidente della provincia, Ugo Rossi, del vice presidente Alessandro Olivi e dell'assessore all'ambiente Michele Dallapiccola. Per il 14 settembre altri gruppi di animalisti dovrebbero manifestare a Pinzolo, il paese dove a ferragosto Daniza ferì un raccoglitore di funghi. Episodio cui seguì la decisione della provincia di Trento di catturare l'orsa.
Decisione appoggiata dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) secondo cui «l'episodio dell'aggressione a Pinzolo segnalava un fattore di rischio non insignificante per l'incolumità dell'uomo».
GALLETTI: EMOTIVITÀ ESAGERATA. L'Ispra sostiene che la provincia di Trento ha seguito le indicazioni del piano Pacobace, «che prevede per i casi di attacchi per difendere i piccoli, che provochino ferite anche leggere a persone, misure più energiche di intervento». Nel frattempo il ministro all'ambiente Gian Luca Galletti ha reagito alla richiesta di dimissioni presentata da alcune associazioni animaliste. «Ci sta tutto sull'onda dell'emotività, ci sta anche questo atteggiamento, sicuramente esagerato. Spero che lo stesso interesse che c'è stato su questo tema ci sia anche su altri temi che riguardano l'ambiente e il dissesto idrogeologico».
Intanto in Abruzzo proseguono le indagini per accertare eventuali responsabilità nella morte dell'orso ritrovato il 12 settembre nell'Aquilano. Dopo il sequestro della carcassa, il corpo forestale, con in cani antiveleno, sta battendo a tappeto l'intera zona frequentata dall'orso alla ricerca di eventuali bocconi avvelenati, visto che l'orso ad una prima analisi, non presenta lesioni da trauma né ferite d'arma da fuoco. Secondo il corpo forestale dell'Aquila, è probabile che si tratti dello stesso orso che l'altra sera ha avuto un incontro ravvicinato con una persona del posto.

Correlati

Potresti esserti perso