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MONITO 13 Settembre Set 2014 1120 13 settembre 2014

Papa Francesco: «La guerra è la follia dei pianificatori del terrore»

Bergoglio: «Oggi ci sono piani geopolitici».

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La guerra è la follia «dei pianificatori del terrore e degli imprenditori delle armi».
In occasione del centenario dell'inizio del primo conflitto mondiale, il 13 settembre papa Francesco ha celebrato l'omelia a Fogliano Redipuglia (Gorizia), davanti alle tombe di 100 mila soldati italiani.
Dopo aver sostato nel cimitero austroungarico, Jorge Mario Bergoglio ha pregato per «i caduti di tutte le guerre e per un mondo sfregiato dai conflitti».
SEMPRE IN GUERRA. Un'omelia amara nella quale il Santo Padre (il cui nonno Giovanni ha combattuto sul Piave) ha ripetuto ciò che aveva affermato di ritorno da Seul: «Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un'altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta 'a pezzi', con crimini, massacri, distruzioni...».

«L'umanità «ha bisogno di piangere»

L'umanità «ha bisogno di piangere» e «questa è l'ora del pianto», ha sospirato Francesco commemorando le vittime della «inutile strage» che un secolo fa insanguinò l'Europa.
Sua Santità ha messo in guardia dai «pianificatori del terrore», dagli «organizzatori dello scontro», come pure dagli «imprenditori delle armi».
Cioè da coloro che «hanno scritto nel cuore: 'A me che importa?', mentre è proprio dei saggi riconoscere gli errori, provarne dolore, pentirsi, chiedere perdono e piangere».
CUORE CORROTTO. Con quel 'A me che importa?' che hanno nel cuore «gli affaristi della guerra, forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere».
Ma «quel 'A me che importa?' impedisce di piangere». Caino «non ha pianto, l'ombra di Caino ci ricopre oggi qui, in questo cimitero. Si vede qui. Si vede nella storia che va dal 1914 fino ai nostri giorni. E si vede anche nei nostri giorni». Quindi «con cuore di figlio, di fratello, di padre, chiedo a tutti voi e per tutti noi la conversione del cuore: passare da quel 'A me che importa?', al pianto».

«L'uomo deve collaborare all'opera di Dio»

Dopo aver contemplato la bellezza del paesaggio «di tutta questa zona, dove uomini e donne lavorano portando avanti la loro famiglia, dove i bambini giocano e gli anziani sognano, trovandomi qui, in questo luogo, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia».
Mentre Dio porta avanti la sua creazione «e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l'essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione: volersi sviluppare mediante la distruzione».
DALLA CUPIDIGIA AL POTERE. Infatti, ha aggiunto il papa, «la cupidigia, l'intolleranza, l'ambizione al potere sono motivi che spingono avanti la decisione bellica e questi motivi sono spesso giustificati da un'ideologia, ma prima c'è la passione, c'è l'impulso distorto».

I conflitti distruggono sogni e persone

La guerra non guarda in faccia a nessuno: vecchi, bambini, mamme, papà.
«Tutte queste persone, i cui resti riposano qui, avevano i loro progetti, i loro sogni…, ma le loro vite sono state spezzate».
A essere onesti, la prima pagina dei giornali dovrebbe avere come titolo: 'A me che importa?'. Caino direbbe: «Sono forse io il custode di mio fratello?».
PRENDERSI CURA DEL PROSSIMO. Questo atteggiamento, ha spiegato il pontefice, è esattamente l'opposto di quello che ci chiede Gesù nel Vangelo.
«Chi si prende cura del fratello, entra nella gioia del Signore. Chi invece non lo fa, chi con le sue omissioni dice: 'A me che importa?', rimane fuori. Infatti qui ci sono tante vittime. Oggi noi le ricordiamo. C'è il pianto, c'è il dolore. E da qui ricordiamo tutte le vittime di tutte le guerre».
Anche oggi «le vittime sono tante: come è possibile questo? È possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere e c'è l'industria delle armi che sembra essere tanto importante».

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