David Cameron 140531175632
DENUNCIA 14 Settembre Set 2014 1200 14 settembre 2014

Isis, David Cameron: «La decapitazione di David Haines è un gesto ignobile»

Dura condanna anche di Obama: «È stato un atto barbaro».

  • ...

Il premier britannico, David Cameron.

Ennesimo atto di terrore della jihad proclamata dallo Stato islamico nei confronti di cittadini stranieri tenuti prigionieri dai miliziani che stanno tentando la conquista di Siria e Iraq.
Dopo i due giornalisti americani James Foley e Steven Sotloff, l'Isis ha decapitato in Siria il terzo ostaggio, lo scozzese David Haines.
CACCIA AGLI UCCISORI. Un gesto definito «ignobile» da David Cameron. Il premier britannico ha promesso di «dare la caccia» agli uccisori.
«I jihadisti che hano ucciso l'ostaggio Haines non sono musulmani ma mostri». Il fatto che un cooperante «sia stato catturato, tenuto prigioniero e brutalmente ucciso per mano dello Stato islamico spiega che cosa rappresenti questa organizzazione. Dicono di fare questo in nome dell'islam. Questo è assurdo, l'islam è una religione di pace».
GB IN CAMPO CONTRO L'ISIS. Il Paese è «disgustato dal fatto che un britannico fra le file dell'Isis possa aver compiuto lo spregevole assassinio di David». Quindi ha ribadito che la Gran Bretagna è pronta a prendere «ogni misura necessaria» per aiutare lo sforzo internazionale «per distruggere gli estremisti dell'Isis. Dobbiamo riconoscere che ci vorrà tempo per sradicare una minaccia come questa». Servirà «un'azione in patria e all'estero». E questo non è qualcosa «che possiamo fare da soli. Ma dobbiamo collaborare col resto del mondo».
IN CERCA DI GIUSTIZIA. Il presidente Usa, Barack Obama ha condannato «con forza il barbaro assassinio». E ha affermato che Washington e Londra lavoreranno insieme «portare i responsabil di questo atto oltraggioso davanti alla giustizia».
Londra e Washington sono ora «pronti a tutto» per «scovare gli assassini» e lavorano a una coalizione internazionale per distruggere l'Isis. Il nemico è ben rappresentato dal boia che continua a compiere le decapitazioni degli ostaggi. Secondo alcuni esperti, sarebbe sempre 'John il jihadista', lo stesso che ha ucciso con le sue mani (o così almeno ha fatto credere) i giornalisti Usa James Foley e Steven Sotloff e che ora minaccia di decapitare un altro prigioniero britannico, il 47enne Alan Henning.

Cameron, parlando a Downing Street, ha definito Haines «un eroe». L'assassinio del cooperante scozzese, invece è «del tutto opposto a quello che la Gran Bretagna rappresenta».
Ha precisato poi che il Regno Unito è pronto a prendere «ogni misura necessaria» per aiutare lo sforzo internazionale per annientare gli estremisti.
NO AI RAID AEREI. Per ora non si parla di partecipare ai raid aerei americani, che comunque Londra sostiene non solo a parole ma anche con aerei Tornado e velivoli per la sorveglianza che forniscono informazioni di intelligence.
L'impegno di Londra prosegue nel sostegno al governo iracheno e dei curdi, negli aiuti umanitari e nel «formidabile sforzo dell'anti-terrorismo in patria». Lo scenario è in continua evoluzione, quel che è certo è che non c'è l'intenzione di dislocare truppe di terra.
Il premier britannico ha fatto riferimento a un'ampia alleanza, meglio se con il sostegno dell'Onu, che comunque non è indispensabile.
PAESI ARABI PRONTI A BOMBARDARE L'ISIS. Alleanza che prende forma sempre più velocemente. Secondo il New York times, diversi Paesi arabi, oltre ad aver aderito all'alleanza, sarebbero pronti anche a condurre bombardamenti contro il sedicente Stato islamico e hanno offerto la loro disponibilità sia agli Usa che a Baghdad.
«Ci sono state offerte sia al Centcom (Comando centrale Usa, che supervisiona le operazioni militari in Medio Oriente, ndr) che agli iracheni da parte di Paesi arabi per condurre azioni più aggressive», ha riferito un funzionario del dipartimento di Stato.
CONTRO CHI PAGA I RISCATTI. Mentre l'Australia ha annunciato il dispiegamento di 600 militari e di otto aerei da combattimento negli Emirati Arabi Uniti.
Non mancano però i problemi all'interno della nascente coalizione. Obama, e in termini simili si era espresso anche Cameron, è molto irritato con i Paesi accusati di pagare riscatti ai terroristi per ottenere la liberazione dei loro cittadini. Per gli americani e i britannici questo renderebbe vani gli sforzi dell'alleanza.
Proprio il 15 settembre, nella conferenza internazionale di Parigi, 20 Paesi della coalizione sono chiamati a delineare la strategia e le misure da adottare contro l'Isis. L'Italia è rappresentata dal ministro degli Esteri Federica Mogherini.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso