Migranti Soccorsi 140606103025
IMMIGRAZIONE 15 Settembre Set 2014 0623 15 settembre 2014

Libia, naufraga barcone: oltre 200 dispersi

Il mezzo era diretto verso l'Italia. Salvi 36 migranti su 250.

  • ...

Un barcone carico di migranti nelle acque del Canale di Sicilia.

Oltre 200 persone sono disperse dopo l'affondamento di un barcone al largo della costa libica. A bordo c'erano 250 persone, ma solo 36 sono state tratte in salvo. Lo ha reso noto il portavoce della Marina libica, Ayub Qassem, citato dal sito di al Jazeera.
«Ci sono così tanti morti che galleggiano sul mare», ha spiegato Qassem, aggiungendo che la guardia costiera libica ha pochi mezzi per intervenire.
MOLTE DONNE A BORDO. Il naufragio è avvenuto vicino a Tajoura, a Est della capitale Tripoli. La maggior parte dei migranti erano africani, secondo il portavoce della Marina. Molte le donne a bordo. La guardia costiera libica può contare solo su pescherecci e imbarcazioni che noleggia dal ministero del Petrolio.
ALTRI SBARCHI NEL WEEKEND. Il 14 settembre la Marina italiana è intervenuta per soccorrere un barcone a 60 miglia dalla Libia e ha posto in salvo 95 migranti. Altri nove sono stati soccorsi al largo di Lampedusa dalla guardia costiera.
OLTRE 800 MORTI E DISPERSI IN QUATTRO GIORNI. Nella stessa giornata 111 migranti siriani sono arrivati nel porto di Crotone su una motovedetta della guardia costiera, che aveva intercettato il peschereccio che li aveva portati dalla Siria fino davanti alle coste italiane.
Da venerdì 12 settembre, si contano oltre 800 tra morti e dispersi nei viaggi della disperazione nel Mediterraneo.
«È una crisi umanitaria senza precedenti», ha lanciato l'allarme l'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu (Unhcr), che fino al 14 settembre stimava 2.500 morti dall'inizio dell'anno, 2.200 solo dall'inizio di giugno.

Il racconto di due superstiti: «Speronati dai trafficanti»

Sono cifre che vengono spesso fornite dai sopravvissuti, quindi prese con le pinze, ma potrebbero celare una tragedia di dimensioni ben più ampie. Ad esempio, due ragazzi palestinesi di Gaza miracolosamente scampati a un naufragio hanno fatto luce su un drammatico episodio, raccontando quello che per l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) è «un omicidio di massa».
TANTI CAMBI DI NAVE. In 500 sarebbero partiti da Damietta, in Egitto, il 6 settembre. Mercoledì 10, «dopo aver già cambiato diverse imbarcazioni lungo la rotta, i trafficanti, a bordo di un altro natante, hanno chiesto ai migranti di 'saltare' su un'ennesima nave più piccola e precaria. Molti si sono ribellati: ne è nato uno scontro con i trafficanti che hanno speronato il barcone dei migranti facendolo affondare».
La maggior parte delle 500 persone sono cadute in mare e affogate, altre sono riuscite a restare a galla aggrappandosi a mezzi di fortuna: tra queste i due giovani palestinesi, soccorsi da un mercantile e portati a Pozzallo.
CORPI AFFIORATI DAVANTI AD ALESSANDRIA. Corpi di migranti sono affiorati il 14 settembre davanti alle coste di Alessandria d'Egitto. Difficile capire se si tratti dello stesso episodio. Dall'inizio dell'anno, ha stimato l'Unhcr, «sono 130 mila le persone arrivate via mare in Europa, più del doppio dei 60 mila registrati nel 2013».
La gran parte diretti verso l'Italia, che ha registrato «118 mila arrivi, la maggior parte dei quali soccorsi in mare dall'Italia nel contesto dell'operazione navale Mare Nostrum».
ANGELINA JOLIE: «DOBBIAMO SVEGLIARCI». A parlare dell'emergenza anche l'attrice Angelina Jolie, inviata speciale dell'Unhcr: «La portata di questa crisi impone a tutti noi di svegliarci», ha incalzato la star di Hollywood nel corso della visita al quartier generale del soccorso navale di Malta. «Dobbiamo renderci conto che ciò che spinge le persone a prendere la terrificante decisione di rischiare la vita dei loro figli a bordo di navi insicure e sovraffollate è l'impellente desiderio di trovare protezione».

Correlati

Potresti esserti perso