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TENSIONE 15 Settembre Set 2014 1032 15 settembre 2014

Parigi, vertice internazionale contro l'Is

I ministri degli esteri decidono le azioni per combattere lo Stato islamico.

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Francois Hollande e Fouad Massoum.

Si compatta il fronte internazionale anti-Isis. I messaggi di Barack Obama e David Cameron, che di fatto hanno dichiarato guerra allo Stato islamico dopo la terza brutale esecuzione in un mese di un ostaggio occidentale, sono stati raccolti nel vertice di Parigi, dove si sono riunite le delegazioni di 25 Paesi più quelle di Onu, Ue e Lega Araba per definire la strategia contro l’offensiva jihadista e dove è arrivato anche l'appello del presidente francese François Hollande .
HOLLANDE: «NON C'È TEMPO DA PERDERE». «Non c'è tempo da perdere contro lo Stato islamico» e che i Paesi occidentale «devono impegnarsi chiaramente, lealmente e con forza al fianco delle autorità irachene», ha dichiarato Hollande. «Il caos fa il gioco dei terroristi. Bisogna quindi appoggiare coloro che possono negoziare e fare i necessari compromessi per preservare il futuro della Siria. E per la Francia, si tratta delle forze dell'opposizione democratica. Esse devono essere appoggiate con ogni mezzo» .
FIRMATO L'IMPEGNO AD APPOGGIARE L'IRAQ. E il documento unificato uscito dal Quai d'Orsay, ha risposto subito approvando un'offensiva militare contro gli jihadisti dello Stato islamico dalla Conferenza internazionale di Parigi. L'impegno è ad appoggiare l'Iraq con ogni mezzo, compreso «un adeguato aiuto militare», si legge nel comunicato finale della Conferenza.
L'impegno è «non soltanto far arretrare i terroristi del Daesh, lo stato islamico, ma sconfiggerli».
L'APPELLO DI MASOUM. E poco prima dell'inizio della conferenza, era stato lo presidente iracheno, Fouad Massoum, a invocare un intervento rapido contro lo Stato islamico nel suo paese.
Prima di entrare nei saloni del Quai d'Orsay per partecipare alla Conferenza, Massoum ha detto alla radio Europe 1 che il suo Paese ha «bisogno di un intervento aereo: è necessario», ha spiegato, «che intervengano rapidamente, poiché se tarderanno, se questo intervento e questo sostegno all'Iraq tardano, forse lo stato islamico occuperà altri territori».
«VALUTARE IL COSTO DELL'INAZIONE». «Siamo di fronte a una minaccia terroristica che riguarda l'insieme dei nostri paesi e dunque il nostro compito è difenderci», ha sottolineato il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius. .
«Quando si è politici responsabili, bisogna valutare bene il costo dell'azione ma anche quello dell'inazione. Il costo dell'inazione è quello di dire a questi terroristi, a questi sgozzatori: prego, avete campo libero».
MOGHERINI: «DALL'ITALIA INVIO DI ARMI E AIUTI UMANITARI». Per il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini l'Isis rappresenta «una minaccia globale che non conosce confini». «Siamo tutti d'accordo sulla necessità di agire insieme, sul senso di urgenza: fare presto, fare insieme», ha confermato al termine del vertice.
Ma se i primi aerei di ricognizione francesi sull'Iraq si sono levati in volo già la mattina di lunedì 15 settembre, Mopgherini nega operazioni analoghe da parte dell'Italia: «Abbiamo deciso l'invio di armi, munizioni, soprattutto l'invio di materiale per il sostegno umanitario, che è una priorità», ha dichiarato.

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