Gaza Tregua Agosto 140827111534
TENSIONE 16 Settembre Set 2014 1958 16 settembre 2014

Gaza, dalla Striscia spari contro Israele

Nessuna vittima. Primo episodio dal cessate il fuoco. Hamas nega il suo coinvolgimento.

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Un gruppo di ragazzini palestinesi con la bandiera nazionale.

Il 16 settembre è tornata la tensione tra Gaza e Tel Aviv. Per la prima volta dalla fine dei combattimenti, un razzo sparato dalla Striscia è esploso in territorio israeliano. Lo hanno affermato media locali citando fonti militari. Non ci sono vittime.
SENZA DANNI. Il razzo è esploso senza provocare danni in una zona aperta nei pressi di un villaggio israeliano di frontiera a ridosso della Striscia di Gaza. Secondo Haim Yellin, uno dei dirigenti della popolazione civile della zona, ancora non è chiaro se il razzo (o, secondo altre fonti, il colpo di mortaio) sia stato sparato durante esercitazioni di gruppi armati a Gaza, oppure se rappresenti un attacco diretto contro gli abitanti israeliani del posto.
CHIESTA LA REAZIONE DELL'ESERCITO. In ogni caso, ha aggiunto, la popolazione locale «si attende dall' esercito una reazione energica»: «Non siamo affatto disposti ad accettare come una fatalità lanci sporadici di razzi contro di noi».
Dal canto suo Hamas ha fatto sapere di non essere a conoscenza di alcun attacco di mortaio su Israele e che i palestinesi restano impegnati nella tregua.
PRESTO NUOVI COLLOQUI AL CAIRO. Israele, Hamas e le altre fazioni palestinesi dovrebbero tra l'altro iniziare a breve al Cairo le trattative indirette mediate dall'Egitto per un cessate il fuoco da più parti invocato come duraturo.

Accordo per la ricostruzione di Gaza

Il ministro della Difesa israeliano Moshe Yaalon.

Uno scenario favorevole testimoniato anche dall'accordo, annunciato il 16 settembre dall'Onu, tra Israele e l'Autorità nazionale palestinese per la ricostruzione di Gaza, devastata da 50 giorni di conflitto.
L'intesa, ha spiegato l'inviato delle Nazioni unite in Medio Oriente Robert Serry, ha lo scopo di «consentire i lavori nella Striscia, coinvolgendo il settore privato a Gaza e con un ruolo guida dell'Autorità palestinese nello sforzo di ricostruzione».
MONITORAGGIO ONU. Un'operazione portata avanti con il monitoraggio dell'Onu, «per fornire garanzie di sicurezza che i materiali necessari non vengano utilizzati per scopi diversi da quello esclusivamente civile». L'Anp ha stimato il costo dei lavori di ricostruzione in 7,8 miliardi di dollari, due volte e mezzo il prodotto interno lordo di Gaza.
Lo stesso ministro della Difesa israeliano Moshe Yaalon, incontrando i giornalisti militari, è stato piuttosto positivo sull'esito della situazione in corso con Gaza. Non ci sono segni, aveva detto prima del colpo di mortaio esploso nella serata, che «il lancio di razzi su Israele riprenda alla fine del mese, con o senza rinnovo della tregua al Cairo».
YAALON: «LAVORIAMO PER STABILIZZARE LA SITUAZIONE». Poi ha ribadito che si sta lavorando «per stabilizzare la realtà sul campo aumentando la zona di pesca (a Gaza) a sei miglia e permettendo il transito di attraverso il valico di Kerem Shalom di un maggiore numero di camion, da una media di 250 al giorno a quella di 380».
Fatto sta che l'evento del 16 settembre ha destato preoccupazione, soprattutto nelle comunità israeliane a ridosso della Striscia, quelle più bersagliate. Secondo Haim Yellin, uno dei dirigenti della popolazione civile della zona, ancora non è chiaro se il colpo di mortaio sia stato sparato durante esercitazioni di gruppi armati a Gaza, oppure se rappresenti un attacco diretto contro gli abitanti israeliani del posto. In ogni caso, ha aggiunto, la popolazione locale «si attende dall' esercito una reazione energica. Non siamo affatto disposti ad accettare come una fatalità lanci sporadici di razzi contro di noi».

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