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OLTRE LO SPORT 17 Settembre Set 2014 0835 17 settembre 2014

Schwazer e doping: ombre sull'oro di Pechino 2008

Nuova indagine sull'atleta azzurro. E pure sul bronzo di Rigaudo. Kostner promette di chiarire tutto.

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Alex Schwazer dopo la vittoria nella 50 km di marcia all'Olimpiade di Pechino 2008.

L'ombra del doping sull'oro di Alex Schwazer all'Olimpiade di Pechino 2008. Per far luce sulla vittoria dell'atleta italiano in Cina c'è un'inchiesta dei pubblici ministeri di Bolzano il cui obiettivo è capire come sono state vinte le uniche due medaglie italiane nell'atletica dei Giochi del Dragone. Quella dell'azzurro che ha ammesso di essersi dopato nel 2012, ma ha chiarito che «l'oro del 2008 è pulito», e il bronzo di Elisa Rigaudo (pure lei nella marcia).
CONI NEL MIRINO. Ma i giudici vogliono anche vederci chiaro pure sul Coni, descritto così nelle carte riportare da La Repubblica: «Enormi sono le responsabilità politiche a carico di chi ha contribuito a creare un sistema anti-doping autoreferienziale e assolutamente incapace di fronteggiare il problema, tanto che l'unico baluardo contro l'illegalità dilagante nel mondo dello sport sembra essere la legge penale e coloro che l'applicano».
SOSPETTI SUGLI ESAMI. Sul fronte Schwazer, i magistrati non sono del tutto certi della versione fornita dall'azzurro. «La serie dei dati raccolti dalla Iaaf (l'International association of athletics federations) induce a sospettare che già durante la preparazione per i Giochi olimpici di Pechino, Schwazer sia stato sottoposto a trattamenti farmacologici o a manipolazioni fisiologiche capaci di innalzare considerevolmente i suoi valori ematici», hanno scritto i magistrati.
STRANI VALORI DEL SANGUE. A non convincere chi conduce l'inchiesta, infatti, è una perizia di un ematologo che «ha rilevato valori elevati di reticolociti e bassi di emoglubina in data 20 agosto 2008». Insomma, due giorni prima della vittoria della 50 chilometri di marcia, qualcosa pareva non tornare: «Sono compatibili con una perdita di sangue o una donazione nella settimana precedente», hanno evidenziato i titolari dell'inchiesta.
STESSO PIANO DI LONDRA 2012. Ma non è finita, perché i magistrati hanno sospetti pure sul rapporto, iniziato a gennaio 2008, tra Schwazer e il professor Francesco Conconi, il medico che è stato assolto per prescrizione, ma che secondo i giudici «sosteneva e incoraggiava gli atleti all'assunzione di Epo». Ci sarebbero documenti che provano il rapporto tra i due.
LA VERSIONE DI KOSTNER. Sulla vicenda di Schwazer, l'ex fidanzata del marciatore, Carolina Kostner, ha promesso di chiarire tutto. Eppure per i magistrati ci sarebbero elementi che fanno supporre come alla vigilia di Pechino l'azzurro avesse «adottato lo stesso piano che poi ripeterà in vista di Londra».

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