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CAOS 17 Settembre Set 2014 1900 17 settembre 2014

Veneto, concorso per 2 posti da infermiere: si candidano in 7 mila

Migliaia di domande dal Sud: è polemica. Zaia: «Prima i nostri giovani».

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Partecipanti a un concorso per infermieri.

Caos al al concorso per due posti da infermiere in Veneto: per i due posti - uno nella Ulss 6 di Vicenza e l'altro nella Ulss 15 Alto Padovana - si sono iscritti quasi in 7 mila.
Migliaia i candidati veneti, ma altrettanti annunciati in arrivo dal Sud per una preselezione in programma a Vicenza e Padova tra fine settembre e primi di ottobre.
Per limare i costi della lunga trasferta per chi arriva da lontano c'è un'organizzazione che attraverso i social ha proposto, e riempito, decine di pullman pronti a fare la spola tra i due capi dell'Italia.
Molti aspiranti infermieri meridionali si ritroveranno tra i 3.548 candidati all'esame di Padova, gli altri tra i 3.375 tra quelli selezionati a Vicenza.
POLEMICHE DOPO LE MIGLIAIA DI DOMANDE. L'intasamento nel concorso e la partecipazione di molti candidati provenienti dal di fuori della Regione ha subito acceso le polemiche. «Molti sono stati i veneti a lamentarsi», ha sottolineato il consigliere regionale della Lega Nicola Finco, secondo il quale «è logico che siano arrabbiati, ma la soluzione è una sola: regionalizzare i concorsi, attribuendo maggior titolo a chi risiede sul territorio, esattamente come in Alto Adige».
ZAIA: «PRIMA DEGLI ALTRI VENGONO I GIOVANI VENETI». «Prima di altri, negli ospedali veneti devono poter lavorare i giovani veneti, se poi c'è posto per altri, ben vengano», ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia, il quale ha anche chiesto un cambio del meccanismo dei concorsi. «Serve un cambio in fretta, perché così si mortificano le aspirazioni di tanti nostri giovani, entusiasti e ben preparati, e le eccellenze umane che il territorio sa esprimere e che su quel territorio hanno diritto di lavorare, soprattutto in sanità, dove preparazione e professionalità del personale sono peculiarità del sistema sanitario e formativo del Veneto».
«In Veneto», ha incalzato Zaia, «abbiamo più di 200 mila disoccupati, e non vogliamo crearne degli altri che, come i neolaureati nelle professioni sanitarie, possono trovare lavoro con più facilità che in altri settori, stante che il Veneto, avendo i conti sanitari in ordine, può assumere per coprire il proprio fabbisogno».

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