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SPORT 20 Settembre Set 2014 1720 20 settembre 2014

Doping, Carolina Kostner in procura per il caso Schwazer

Il differimento chiesto per impegni di lavoro della pattinatrice. Ma pure per far conoscere il caso ai legali.

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La pattinatrice azzurra, Carolina Kostner.

Dietrofront di Carolina Kostner. La pattinatrice azzurra ha deciso di presentarsi in procura antidoping. Ad assicurarlo è stata la sua agente Giulia Mancini che ha voluto fare chiarezza sull'assenza di venerdì 19 settembre dell'atleta, chiamata a rispondere della violazione degli articoli 2.8 e 3.3 delle Norme Sportive Antidoping, cioè di «complicità» e «omessa denuncia» nel caso del suo ex fidanzato e marciatore Alex Schwazer, trovato positivo all'Epo alla vigilia dei Giochi di Londra 2012 e squalificato fino a gennaio 2016.
SOLO UN RINVIO. «Ha sempre avuto intenzione di presentarsi, ha unicamente chiesto un differimento», ha detto Mancini, «come hanno fatto tanti altri atleti in casi precedenti, sia per importanti esigenze lavorative, sia per altrettanto importanti esigenze di tutela e difesa».
KOSTNER IMPEGNATA. Il management ha reso note le motivazioni addotte da Giovanni Fontana, legale della 27enne, nella richiesta di differimento di un'audizione fissata inizialmente per il 19 settembre alle 13 e poi anticipata alle 10.30 per venire incontro alle esigenze di Kostner, impegnata nelle prove dello show sul ghiaccio in programma fino a domenica 21 settembre all'Arena di Verona.
ATLETA FUORI CASA. Ma non solo esigenze di lavoro. Secondo quanto ha rivelato il legale, la convocazione partita lunedì 15 settembre «ha colto l'atleta fuori casa e con la difficoltà, non conoscendo alcun legale che si occupasse di normativa antidoping, di reperire un difensore».
Dalla procura del Coni si è fatto notare, però, che l'atleta aveva dato subito la sua disponibilità. Ben prima che Fontana assumesse l'incarico (giovedì 18 settembre).
RICHIESTA DEI LEGALI. Il differimento serviva tuttavia alla difesa per assolvere il mandato in modo consono, conoscere la pattinatrice e documentarsi sulla normativa antidoping, consapevole che i fatti «risalgono a due anni or sono e non vi è nessuna esigenza 'cautelare', né pericolo di reiterazione di eventuali illeciti».
Eppure la procura, avendo già calendarizzato l'incontro, ha concesso l'anticipo, comunicando, però, che in caso di assenza (come accaduto) avrebbe disposto un'ultima audizione.

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