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TERRORISMO 20 Settembre Set 2014 1230 20 settembre 2014

Is, Obama: «Non esiteremo ad agire anche in Siria»

Il presidente americano: «Jihadisti minaccia per il mondo, dobbiamo fermarli».

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Il presidente Usa, Barack Obama.

Gli Usa vogliono sconfiggere lo Stato Islamico (Is). E il presidente americano Barack Obama non ha intenzione di fermare gli attacchi di Washington in Medio Oriente. A spiegare la strategia contro i jihadisti è stata la stessa Casa Bianca.
«Da agosto sono stati condotti 170 raid contro i terroristi in Iraq», ha detto Obama nel corso del suo consueto discorso settimanale sabato 20 settembre, «e ora la Francia si è affiancata a noi in questi attacchi aerei». Quindi ha aggiunto: «Andando avanti, non esiteremo ad agire».
SCONFIGGERE L'IS. Tuttavia, il numero uno degli Usa ha precisato che «non è la guerra dell'America», ma «è il popolo della regione contro l'Is, è il mondo contro gli jihadisti». E ha ribadito di non voler impegnare i soldati: «È molto più efficace usare le nostre capacità per aiutare i nostri partner sul terreno, garantire il futuro del loro Paese».
«Useremo la nostra potenza aerea, addestreremo e forniremo attrezzature ai nostri partner», ha illustrato Obama, «daremo assistenza, consigli e guideremo una coalizione allargata di Paesi che hanno un interesse in questa lotta».
USA UNITI NELLA GUERRA. Sul via libera alla strategia, Washington ha spiegato che «una maggioranza di democratici e una maggioranza di repubblicani, alla Camera e al Senato, hanno approvato una prima importante parte» dei piani contro l'Is «con un ampio margine».
«Hanno dato», ha aggiunto Obama, «ai nostri soldati l'autorità di cui hanno bisogno per addestrare i ribelli dell'opposizione siriana per combattere l'Is». Che tradotto, secondo la Casa Bianca, significa: «Gli americani sono uniti nell'affrontare questo pericolo, è questo il potente messaggio al mondo».
APPELLO DALL'ONU. Sulla coalizione anti-jihadisti, Obama ha detto che sono «oltre 40 i Paesi che si sono offerti di aiutare l'ampia campagna», che va «dall'addestramento e attrezzature, all'aiuto umanitario, ai raid aerei e missioni di combattimento». Poi ha chiarito di voler continuare a «mobilitare il mondo contro questa minaccia» attraverso l'Onu.
«Questo è uno sforzo che l'America ha la capacità di guidare», ha aggiunto il presidente Usa, che ha ricordato come «quando il mondo è minacciato e ha bisogno di aiuto, chiama gli Stati Uniti, sia se si tratta di contrastare un gruppo di terroristi sia di contenere e combattere una minaccia come l'epidemia di ebola in Africa».
MINACCE TERRORISTICHE. E mentre da Australia ed Europa sono arrivati allarmi per minacce dell'Is - l'ultima quella in Belgio con l'arresto di alcuni ex combattenti rientrati dalla Siria - Obama ha precisato che i «servizi d'intelligence Usa non hanno ancora rilevato piani specifici di questi terroristi in America»: «In questo momento, rappresentano una minaccia per il popolo dell'Iraq, la Siria, e il Medio Oriente allargato». Tuttavia, il presidente Usa ha messo in guardia dicendo: «I leader jihadisti hanno minacciato l'America e i nostri alleati e se lasciati incontrollati, potrebbero costituire una minaccia crescente».

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