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CONFLITTO 20 Settembre Set 2014 0834 20 settembre 2014

Ucraina, a Minsk raggiunto l'accordo per il cessate il fuoco

Pace siglata dal 'gruppo di contatto' Osce-Mosca-Kiev-separatisti.

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Un carroarmato nei dintorni di Mariupol presidia la strada per la Crimea.

Uno spiraglio di pace nella crisi Ucraina. A Minsk è stato siglato un accordo di cessate il fuoco per la creazione di una zona demilitarizzata di 30 chilometri nella parte orientale del Paese. L'annuncio è avvenuto dopo sette ore di colloqui del cosiddetto 'gruppo di contatto' Osce-Mosca-Kiev-separatisti.
SETTE ORE DI RIUNIONE. Il memorandum in nove punti prevede un cessate il fuoco e un ritiro di 15 chilometri di artiglieria pesante da entrambi i lati della 'linea di contatto' tra le truppe ucraine e filorusse.
«I belligeranti hanno deciso di non usare le armi pesanti nelle aree popolate e vietare il sorvolo di aerei e di droni. L'area sarà sotto la supervisione dell'Osce», ha dichiarato Leonid Kuchma.
VIA ENTRO 24 ORE. Secondo quanto ha riferito Mikhail Zurabov, l'ambasciatore russo a Kiev che ha partecipato ai negoziati, il nuovo accordo di pace comincerà ad essere osservato nel giro di 24 ore. Zurabov ha anche riferito che finora le parti hanno scambiato 120 prigionieri dal 5 settembre, giorno del precedente 'cessate il fuoco'.
INCOGNITE A EST. «Non si è ancora discusso dello stato di Lugansk e Donetsk (regioni sotto il controllo dei filorussi)», ha specificato il rappresentante dei separatisti Igor Plotnitski. Dopo la firma a sorpresa del 'protocollo di cessate il fuoco' tra Kiev e ribelli a Minsk, il presidente ucraino Petro Poroshenko aveva proposto di assicurare uno 'status speciale' provvisorio alle regioni dell'Est, e lo svolgimento di elezioni locali nel mese di dicembre.
CREARE UNA ZONA TAMPONE. Ma cosa prevede esattemente l'accordo raggiunto a Minsk?
Per prima cosa il cessate il fuoco generale; poi è necessario che gli elementi militari e le formazioni militari si fermino sulla linea di contatto del 19 settembre; terzo punto è che l'utilizzo di qualsiasi tipo di arma e le azioni offensive sono vietati; quindi le armi di calibro superiore a 100 mm devono ritirate di almeno 15 chilometri da una parte e dall'altra dalla linea di contatto, per permettere di mettere in atto una zona tampone.
CONTROLLI DELL'OCSE. Ma non è finita, perché è previsto il divieto di dispiegamento di armi e di equipaggiamenti pesanti nelle zone abitate, così come posare mine anteriormente all'interno della zona tampone; vietati i voli di aerei militari e stranieri sopra l'area dove è attesa la missione di controllo degli osservatori dell'Osce. Infine tutti i gruppi armati, gli equipaggiamenti militari, i combattenti e i mercenari stranieri si devono ritirare dal territorio ucraino sotto la supervisione dell'Osce.

La Russia invia gli aiuti a Donetsk

Soldati ucraini in azione.

Mentre la diplomazia sembra aver trovare una prima soluzione alla crisi, la Russia ha inviato un terzo convoglio di dichiarati aiuti umanitari nell'Est ucraino: come ha raccontato Itar-Tass, dopo i due a Lugansk, questa volta è toccato a Donetsk, l'altra roccaforte dei separatisti filorussi, dove sono arrivati circa 200 camion con 2 mila tonnellate di cibo, medicine, vestiti, generatori di energia e acqua (i i doganieri ucraini e i rappresentanti della Croce Rossa internazionale si sono rifiutati di ispezionare il carico senza fornire alcun motivo).
ESPLOSIONI IN CITTÀ. Nonostante la tregua, infatti, Donetsk ha continuato a subire pesanti scontri a fuoco e a registrare numerose vittime anche tra i civili.
Sabato 20 settembre, infatti, una potente esplosione si è verificata in una fabbrica di esplosivi e munizioni della città. A riferirlo è stata la televisione Russia Today, secondo cui l'edificio è stato avvolto dalle fiamme: al momento, però, non si sono registrate vittime.
Fonti dei miliziani hanno sostenuto che la fabbrica è stata colpita da due missili, mentre alcuni residenti hanno ipotizzato che a far esplodere i proiettili nel deposito sia stato il calore.

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