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INDAGINI 20 Settembre Set 2014 2145 20 settembre 2014

Yara, cronologie «sospette» sui pc di Bossetti

Effettuate ricerche di articoli di cronaca su casi di abusi su minorenni.

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Massimo Giuseppe Bossetti durante il fermo per l'omicidio di Yara Gambirasio.

Su uno dei due computer sequestrati a Giuseppe Bossetti, l'uomo in carcere dallo scorso 16 giugno con l'accusa di aver ucciso Yara Gambirasio, qualcuno, dopo l'omicidio, ha navigato alla ricerca di articoli di cronaca su casi di adulti indagati, processati o condannati per molestie e abusi su minorenni.
Sono alcuni dei primi esiti degli accertamenti tecnici sul pc del carpentiere di Mapello che si aggiungono ai tentativi (non riusciti) di accedere a siti pedopornografici tramite le parole chiave che riguardano il sesso con ragazze 13enni.
Il nuovo particolare, rivelato nella puntata di Quarto Grado, è stata confermata da fonti vicine all'indagine che hanno precisato però che si tratta di esami ancora allo stadio iniziale, da 'cristallizzare' con ulteriori approfondimenti.
RISULTATI A FINE OTTOBRE, Infatti i risultati dei delicati accertamenti informatici che stanno effettuando i Ris di Roma, con il supporto di alcuni esperti, dovrebbero essere pronti non prima della fine di ottobre. Ma intanto filtrano alcune indiscrezioni. Come appunto, ed è l'ultima in ordine temporale, quella di ricerche via web di articoli e storie che raccontano di indagati, imputati o condannati per fatti di cronaca con la stessa matrice di quello della piccola Yara anche se senza esito mortale.
Gli investigatori, a differenza dei tentativi di accesso ai siti pedopornografici che, ipotizzano, attribuiscono o a Bossetti o alla moglie, in questo caso stanno ancora lavorando per capire chi abbia fatto queste ricerche e la data precisa. Al momento si sa solo che risalirebbero a dopo l'omicidio.
IL LEGALE: «SOLO INDISCREZIONI». «Sono solo indiscrezioni», ha commentato Claudio Salvagni, difensore di Bossetti. «Commenteremo solo quando la procura ci notificherà l'avviso di conclusione delle indagini e depositerà gli atti, perché solo allora sapremo formalmente quali sono le accuse e gli elementi che le sostengono». Il legale ha inoltre aggiunto che entro il 25 settembre, assieme alla collega Silvia Gazzetti, depositerà il ricorso contro il rigetto del gip dell'istanza di scarcerazione del muratore. Il giudice, nel suo provvedimento datato 15 settembre, ha ritenuto che il carpentiere è pericoloso perché potrebbe reiterare il reato e che il grave quadro indiziario a suo carico rimane immutato.

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