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CAOS 21 Settembre Set 2014 1932 21 settembre 2014

Yemen, ribelli prendono la sede del governo

Precipita la situazione. Il premier si dimette. Poi siglato il fragile accordo di pace.

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Una donna cammina per le strade di Sanaa, capitale dello Yemen.

Precipita la situazione in Yemen. I ribelli sciiti di Ansar Allah, che da settimane si scontrano con i miliziani sunniti filogovernativi del partito islamico Al-Islah con decine di morti, hanno preso il controllo della sede del governo e della radio di Stato a Sanaa. Fonti concordanti aggiungono che il premier Mohamed Basindawa si è dimesso per protesta contro il presidente, accusato di monopolizzare il potere. Secondo alti responsabili, nelle mani del movimento ribelle Huthi ci sono anche importanti siti militari della capitale, come il comando della sesta regione militare, il comando generale delle forze armate e la sede della quarta brigata.
INTESA SULLA TREGUA. Successivamente il presidente yemenita, l'Onu, ribelli sciiti e miliziani sunniti filogovernativi hanno siglato un accordo di pace e per la riconciliazione nazionale per porre fine alla crisi politica. La fragile intesa, secondo l'agenzia Saba, è basata sul principio raggiunto a gennaio alla conferenza sul dialogo che prevede un moderno Stato civile e federale.
CRISI POLITICA. Ma stando ad altre fonti, non confermate, anche il parlamento, la Banca centrale e il ministero della Difesa sarebbero sotto controllo dei ribelli. Intanto il sito del ministero dell'Interno ha lanciato un appello alle forze della sicurezza a non affrontare i ribelli e a cooperare con loro per ristabilire la sicurezza e la stabilità. Sviluppi drammatici che si verificano all'indomani dell'annuncio dell'emissario Onu Jamal Benomar che aveva parlato dell'imminenza di un accordo politico per fare uscire lo Yemen dalla crisi politica.

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