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TERRORISMO 22 Settembre Set 2014 2116 22 settembre 2014

Algeria, rapito turista francese

I miliziani minacciano di ucciderlo in caso di nuovi raid di Parigi sull'Iraq.

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Miliziani jihadisti.

L'hanno rapito la sera del 21 settembre, e adesso minacciano di ucciderlo. Un turista francese è stato sequestrato in Algeria, a Tizi Ouzou, 110 chilometri a Est di Algeri.
Lo hanno confermato fonti della sicurezza e giudiziarie algerine e il ministero degli Esteri di Parigi.
FACEVA TREKKING. Hervè Pierre Gourdel, 55 anni, è stato preso in Cabilia mentre faceva trekking.
I suoi rapitori hanno minacciato di ucciderlo entro 24 ore in caso di nuovi raid.
Dopo le minacce dell'Isis ai cittadini francesi, seguite alle operazioni aeree di Parigi in Iraq, la Francia ha invitato i connazionali in Medio Oriente e Sahel alla «massima cautela».
L'APPELLO DELL'OSTAGGIO A HOLLANDE IN UN VIDEO. A rivendicare l'atto, con un video, è stato il gruppo jihadista Jund al-Kilafa, legato all'Isis. Nel filmato si mostra l'ostaggio che chiede al presidente Hollande di farlo uscire da questa situazione.
Nel video si vedono due uomini seduti armati di kalashnikov e mascherati con in mezzo l'ostaggio francese. L'uomo dice di essere originario di Nizza e di essere una guida di montagna. Precisa di essere arrivato in Algeria sabato 20 settembre e di essere stato rapito la sera dopo.
PARIGI: «COLLABORIAMO CON ALGERI». Dall'Eliseo hanno assicurato che «per tentare di ritrovarlo e farlo liberare, la cooperazione tra la Francia e l'Algeria è totale».
Hollande si è intrattenuto al telefono con il premier algerino Abdelmalek Sellal. «I nostri servizi sono in contatto permanente e le autorità algerine agiscono con il nostro pieno sostegno», ha continuato la presidenza francese in una nota diffusa a Parigi.
E il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha detto che «è escluso che la Francia ceda alle minacce di un gruppo terroristico».

Minacce alla Francia via Twitter

Bernard Cazeneuve, ministro dell'Interno francese.

In un terrificante messaggio audio di 42 minuti pubblicato proprio ieri sera su Twitter e riportato dai media internazionali, il portavoce dell'Isis Abu Muhammed al Adnani, prendeva particolarmente di mira la Francia, unico Paese europeo ad aver lanciato i raid aerei contro lo Stato islamico, insieme agli Stati Uniti: «Se potete uccidere un miscredente americano o europeo, soprattutto i cattivi e sporchi francesi, o un australiano, o un canadese (...) od ogni cittadino dei Paesi che sono entrati in una coalizione contro lo Stato islamico», diceva al Adnani, «allora, contate su Allah e uccidetelo in qualsiasi modo».
CAZENEUVE: «NON ABBIAMO PAURA». Interpellato questa mattina, il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, aveva replicato dicendo che «la Francia non ha paura. Non è la prima volta che viene minacciata dai terroristi. Il governo prende e continuerà a prendere tutte le misure per garantire la sicurezza dei francesi».
In giornata il ministro degli esteri Laurent Fabius è tornato ad escludere un allargamento dei raid francesi alla Siria, un'opzione peraltro mai concretizzatasi, mentre proseguono quelli sull'Iraq. Intanto, Parigi ha chiesto «la più grande prudenza» ai francesi residenti o in viaggio in una trentina di Paesi, in particolare nel Maghreb, nel resto dell'Africa o in Iraq.
ALLARME ATTENTATI NEL PAESE. In Francia, dove si conta la più importante comunità musulmana d'Europa, gli ultimi attentati perpetrati dalla furia sanguinaria de fondamentalisti islamici risalgono al 1995-1996. Secondo dati ufficiali, tuttavia, circa 930 cittadini francesi, spesso giovani di religione islamica, sono stati reclutati per andare a combattere in Siria e in Iraq, proprio come Mehdi Nemmouche, il terrorista autore della strage al museo ebraico di Bruxelles.
«La domanda che si fanno tutti non è se ci sarà un attentato, ma dove», ha detto una fonte dell'intelligence transalpina. Parigi teme soprattutto l'azione dei cosiddetti 'lupi solitari', che potrebbero agire da soli, fomentati dai sanguinari appelli jihadisti.
CAZENEUVE: «INNALZARE IL LIVELLO DI GUARDIA». In un telegramma inviato venerdì 19 settembre a tutti i prefetti, Cazeneuve ha chiesto di «innalzare il livello di vigilanza delle forze di sicurezza interna, in particolare rispetto agli edifici sensibili» come i luoghi di culto o le sedi diplomatiche. Ma anche «luoghi simbolo molto frequentatati» come la Tour Eiffel o l'Arco di Trionfo.

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