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CALCIO VIOLENTO 22 Settembre Set 2014 0948 22 settembre 2014

Arrestato Genny 'a carogna

Ai domiciliari per i fatti dell'Olimpico. Obbligo di firma per altri quattro tifosi.

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Genny 'a carogna durante la finale di Coppa Italia all'Olimpico.

A quasi cinque mesi di distanza, Genny 'a carogna è stato arrestato.
La Digos di Roma ha fatto scattare le manette per Gennaro De Tommaso (video), l'ultrà simbolo dei fatti avvenuti all'interno e all'esterno dello stadio Olimpico di Roma in occasione della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina 3-1 del 3 maggio 2014.
La richiesta di arresto è della procura di Roma. L'uomo è stato posto ai domiciliari.
Genny fu subito indagato per «scavalcamento e invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive» e venne bandito dagli stadi per cinque anni.
OBBLIGO DI FIRMA PER QUATTRO. Oltre al tifoso diventato famoso per la presunta trattativa a cavalcioni sulla balaustra con il capitano del Napoli Marek Hamsik, anche per altri quattro ultrà sono scattate le misure cautelari: obbligo di firma.
Sono accusati a vario titolo di concorso in resistenza a pubblico ufficiale e violazione della normativa sulle competizioni sportive, in particolare «lancio di materiale pericoloso ed invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive».
IL GIP: GENNY NEGÒ AUTORITÀ. Per il gip, però, «non ci fu trattativa. De Tommaso ha avuto un comportamento di negazione dell'autorità tanto che chiese di parlare con il capitano del Napoli Hamisk». Così il dirigente della Digos di Roma, Diego Parente, a proposito della presunta trattativa.
CONTESTATA PURE LA MAGLIA. De Tommaso è accusato anche di violazione «sul divieto di striscioni e cartelli incitanti alla violenza o recanti ingiurie o minacce».
L'ultrà indossava una T-shirt con la scritta 'Speziale libero'.
Antonino Speziale è il ragazzo condannato per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, nel 2007.
FURONO «CONDOTTE CRIMINOSE». In particolare l'ordinanza fa riferimento a «condotte criminose» che hanno caratterizzato il pre-partita di quel Fiorentina-Napoli, sia all'esterno dello stadio con alcuni episodi di resistenza nei confronti di agenti delle forze dell'ordine da parte di un gruppo di circa 100 ultrà capeggiato da De Tommaso, sia all'interno dell'impianto.

QUELLA SERA SPARARONO A CIRO. Prima del match, oltre ai disordini ci furono episodi di violenza a Tor Di Quinto che portarono al ferimento del tifoso del Napoli Ciro Esposito, che morì dopo settimane di agonia il 25 giugno.
Per l'uccisione di Esposito è accusato l'ultrà giallorosso Daniele De Santis.
MANTICE FU UNO DEI 'SOCCORRITORI'. Uno dei quattro sottoposti a obbligo di firma è Massimiliano Mantice, 44 anni, leader della Curva B.
Secondo gli investigatori non avrebbe fatto parte del gruppo dei 100 ultrà che rispondeva agli ordini di Genny 'a carogna e individuato a Piazza Mazzini.
Mantice, hanno appurato le indagini, arrivò in un secondo momento a Tor di Quinto, subito dopo il ferimento di Ciro Esposito e fu uno di quelli che si avvicinò per soccorrerlo.
LA MADRE DI CIRO: «INDIGNATA». «Sono indignata. Invece di arrestare quelli che hanno partecipato all'uccisione di mio figlio, arrestano Gennaro che invece avrebbe dovuto avere un premio per quello che ha fatto, evitando altri incidenti», ha detto Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, morto in seguito agli scontri prima dalla finale di Coppa Italia.
«Gennaro, che io neppure conoscevo, allo stadio è stato interpellato dalla società. Ha fatto solo da intermediario con tutti i tifosi presenti all'Olimpico per calmare gli animi. Subito dopo la partita è corso all'ospedale per essere vicino a mio figlio che lottava per non morire. Basta essere tartassati, ora si riparla di Napoli e di Gennaro invece di parlar di chi ha ammazzato Ciro. Ma che vogliono ancora da noi?».

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