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POLEMICHE 22 Settembre Set 2014 1149 22 settembre 2014

Assalto ai bus, a Roma autiste aggredite

Immigrati lanciano sassi e bottiglie. Il sindaco Marino: «Atto vile, vanno puniti».

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Un autobus preso d'assalto a Roma.

Paura, indignazione e polemiche a Roma dopo le aggressioni a due autiste di bus.
Il primo episodio è avvenuto nella serata di sabato 20 settembre, quando un pullman è stato preso d'assalto a colpi di sassi e bottiglie.
La donna che guidava - Elisa, 33 anni - in preda al panico è riuscita a scappare dalla furia di 40 immigrati, forse ubriachi e stanchi di dover attendere alla fermata all'estrema periferia della Capitale.
Qualche ora dopo la stessa sorte è toccata a Federica G., rimasta illesa. Era al volante del 508, quando intorno alle 21 si è scatenata di nuovo la violenza.
A raccontare ciò che sta accadendo è stata Elisa, da quasi otto alla guida dei bus Atac, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico della Capitale, ancora terrorizzata per quello che ha vissuto.
«ERANO UNA QUARANTINA». «Me li sono trovati davanti, erano una quarantina. Erano alla fermata dell'autobus sulla via Polense e aspettavano quello che stavo guidando. Mi sono fermata e quando stavo per aprire le porte uno di loro ha tirato una bottiglia di birra nella vettura rompendo il vetro, forse perché irritati dall'attesa. Per fortuna non c'era nessuno a bordo. A quel punto ho inserito la marcia e sono scappata».
Ma non è finita lì. L'aggressione si è ripetuta anche più tardi. Elisa era alla guida del bus della linea 042, che collega Lunghezza a Corcolle, alla periferia Est di Roma.
«MINACCIATA DI MORTE». «Erano le 19.30 e dopo aver chiamato il mio ispettore, mi sono diretta d'accordo con lui al capolinea, non facendo quindi più fermate. Lui mi ha chiesto se me la sentivo di portare la vettura in rimessa, e ho risposto di sì. Mentre percorrevo la strada, me li sono ritrovati nuovamente davanti. Mi hanno insultato, mi hanno detto che mi avrebbero ammazzato se non avessi aperto le porte. Nel frattempo tiravano sassi e bottiglie e hanno finito di spaccare il vetro già rotto in precedenza con la bottiglia di birra. Ero disperata e così ho chiamato un collega che mi ha tenuto compagnia. Loro, un gruppo di immigrati, quando mi hanno visto al telefono hanno aperto un piccolo varco e io ho approfittato per scappare».
«PERCHÉ IL BUS NON È BLINDATO?». L'autista 33enne, andata al pronto soccorso, ha attaccato: «Me la sono vista brutta, ho avuto paura. Perché non avevo una vettura blindata considerata la zona e l'ora?».
Emilio, il collega che è rimasto al telefono con Elisa tutto il tempo, non si dà pace: «Mi ha chiamato in lacrime, era spaventata, io ho cercato di tranquillizzarla mentre uscivo di casa per raggiungerla. Ma mentre le parlavo sentivo gli insulti che le venivano rivolti e soprattutto i colpi sulla vettura. È stato terribile».
L'ATAC: «INTOLLERABILE». L'Atac, pronta a sporgere denuncia contro ignoti perché quanto accaduto «non è tollerabile», ha sottolineato di aver «inviato mesi fa una lettera alle forze dell'ordine in cui venivano rappresentate le criticità di alcune zone sul fronte sicurezza, specie in periferia».
Il sindaco di Roma Ignazio Marino, esprimendo vicinanza all'autista aggredita, ha chiesto che sia chiarito al più presto quanto accaduto «punendo severamente i responsabili di questo vile gesto».
A segnalare per prima l'accaduto è stata Micaela Quintavalle, presidente del sindacato CambiaMenti M410, a capo, tempo fa, della rivolta degli autisti decisi a rinunciare ai turni straordinari per protestare contro carichi di lavoro insostenibili: «Oggi fa notizia perché è successo a una ragazza, ma una cosa come questa è all'ordine del giorno. Chiediamo che l'azienda ci tuteli: su alcune linee, quelle periferiche o quelle a rischio, deve essere d'obbligo la cabina chiusa per l'autista. Mi auguro che i dirigenti di Atac telefonino a Elisa. Ormai siamo lasciati solo a noi stessi».

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