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INDAGINE 22 Settembre Set 2014 1352 22 settembre 2014

Finanziamento illecito, Verdini rinviato a giudizio

Un milione di euro da Conti dopo un affare immobiliare sospetto. Lui: «Tutto regolare».

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Denis Verdini, fedelissimo di Silvio Berlusconi, è il pontiere con Matteo Renzi per l'intesa sulla riforma elettorale.

Il senatore di Forza Italia Denis Verdini è stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Roma con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti.
Il processo è stato fissato per il 9 gennaio 2015 davanti alla ottava Sezione penale.
Inizialmente si era diffusa la notizia che l'inchiesta su Verdini riguardasse una plusvalenza di 18 milioni sulla compravendita di un immobile in via della Stamperia, nel centro di Roma. Vicenda per la quale sono stati rinviati a giudizio Riccardo Conti (Forza Italia) e l'ex presidente di Enpa Angelo Arcicasa.
COMPRATA A 26, VENDUTA A 45 MILIONI. Nel 2011 l'ente di previdenza degli psicologi acquistò l'immobile per 44,5 milioni di euro dalla società Estatedue srl, amministrata da Conti che poche ore prima l'aveva comprata per 26 milioni di euro.
Ad Arcicasa e Conti è contestato il reato di concorso in truffa aggravata. A Conti la procura contesta anche i reati di finanziamento illecito e omesso versamento dell'Iva per oltre 8,6 milioni di euro nel 2011.
Secondo la procura Verdini non ebbe alcun ruolo nella compravendita, ma pochi giorni dopo avrebbe ricevuto da Conti un milione di euro.
VERDINI: «ACCUSE FALSE». Ecco perché Verdini si è affrettato a precisare la sua posizione: «Leggo da alcuni siti internet e agenzie di stampa che il mio rinvio a giudizio di oggi sia legato ad una plusvalenza da 18 milioni di euro in merito alla compravendita di un palazzo dell'Enpap in via della Stamperia a Roma. Niente di più falso», ha detto il senatore di Forza Italia. «Come espressamente affermato nella richiesta di rinvio a giudizio della procura di Roma, e confermato dal Gup, mi viene contestato esclusivamente il reato di finanziamento illecito ai partiti, per una vicenda che nulla ha a che vedere con la compravendita in questione, nella quale, come sottolineato chiaramente dagli stessi inquirenti, io non ho avuto alcun ruolo».
«UNA PENALE REGOLARMENTE TRATTENUTA». Verdini ha precisato: «L'accusa si riferisce a una penale regolarmente trattenuta per il mancato rispetto di un contratto fra me e il senatore Conti, di natura diversa ed estranea alla vicenda per la quale lo stesso senatore Conti viene rinviato a giudizio. È chiaro che anche l'accusa di finanziamento illecito è del tutto infondata e sono certo di dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità, che d'altra parte è già evidente dai documenti in mano alla magistratura».

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