Alberto Stasi 140906234056
MISTERO IRRISOLTO 22 Settembre Set 2014 1800 22 settembre 2014

Garlasco, la perizia inguaia Alberto Stasi

Per gli esperti è impossibile che il giovane non abbia calpestato sangue.

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Alberto Stasi, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Nuove nubi si addensano sull'innocenza di Alberto Stasi, accusato dell'omicidio della fidanzata, Chiara Poggi, morta nell'agosto 2007 a Garlasco.
Una nuova perizia ha stabilito che è quasi impossibile che il ragazzo, quando entrò nella villetta di via Pascoli e scoprì il corpo senza vita della sua compagna di allora, non abbia intercettato le macchie di sangue sul pavimento.
RISULTATI SIMILI IN PRIMO GRADO. L'esito della nuova perizia non si discosta molto da quella fatta in primo grado.
La sperimentazione virtuale sulla 'camminata' di Alberto è stata chiesta dai giudici nel nuovo processo di secondo grado nel quale l'ex studente bocconiano risponde di omicidio.
ELABORAZIONE PRESENTATA A BOLOGNA. Il parziale esito della sperimentazione (l'elaborazione informatica dei dati dovrebbe concludersi il 23 settembre), illustrato il 22 settembre a Bologna dai periti nominati dalla Corte d'Assise d'Appello di Milano ai consulenti delle parti, avrebbe stabilito che le possibilità di non intercettare le macchie di sangue sul pavimento dell'abitazione dei Poggi sono ancora più ridotte rispetto a quelle indicate dagli esperti nominati del 2009 dal gup di Vigevano Stefano Vitelli.
PERCORSO ESTESO. L'esperimento sul percorso effettuato dal giovane è stato esteso, come chiesto dall'accusa e dalla parte civile, ai due gradini e alla zona antistante le scale su cui era riverso cadavere di Chiara.
Cinque anni fa il professor Nello Balossino, esperto di elaborazione delle immagini dell'università di Torino, pur senza prendere in considerazione i due gradini imbrattati di sangue, aveva stabilito che, su 78mila simulazioni effettuate al computer, è risultato che Stasi aveva solo una possibilità di non calpestare sangue sulla scena del delitto.
UNA POSSIBILITÀ SU UN MILIONE. Ora le indiscrezioni parlano di una possibilità su un milione in relazione solo alla nuova zona analizzata, ma per avere dati precisi bisognerà attendere la relazione degli esperti nominati dalla Corte, che arriverà entro la fine di settembre.
DEPOSITATA PERIZIA SU CAPELLO. Intanto il professor Francesco De Stefano, ordinario del dipartimento di Scienza e Salute dell'Università di Genova, ha depositato ai giudici la perizia sull'esame mitocondriale del bulbo del capello corto castano trovato nel palmo della mano sinistra di Chiara (a causa dello scarso materiale a diposizione non è stato possibile avere informazioni) e sulle tracce di Dna maschile individuate su alcuni frammenti di unghie della ragazza.
Le analisi, che hanno portato a evidenziare solo cinque marcatori tutti compatibili con quelli di Stasi, hanno dato esiti considerati non sufficientemente attendibili.

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