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MESSAGGIO 22 Settembre Set 2014 0915 22 settembre 2014

Is: «Uccidete i miscredenti in qualunque modo»

Nuovo messaggio choc dei terroristi. «Prenderemo le vostre donne».

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Il portavoce dell'Is, Abu Muhammed al Adnani.

Lo Stato islamico (Is) torna a gridare la sua minaccia. «Uccidete i miscredenti in qualunque modo» e «attaccate i civili», è stato l'ultimo terrificante appello lanciato ai jihadisti dal portavoce dell'Is Abu Muhammed Al Adnani in un lungo messaggio audio - 42 minuti - pubblicato nella serata di domenica 21 settebre su Twitter e riportato dai media internazionali. «Conquisteremo Roma, romperemo le vostre croci e prenderemo le vostre donne».
UCCIDERE GLI ANTI-IS. Le nuove minacce dell'Isis riguardano tutti i Paesi che sostengono le operazioni militari di Stati Uniti e Francia in Iraq.
«Se potete uccidere un miscredente americano o europeo - soprattutto uno sporco francese - o un australiano o un canadese, uccidetelo in qualunque modo possibile e immaginabile», è stato detto nell'audio messaggio il portavoce dell'Is.
«La Francia non ha paura», è stata la recplica immediata del ministro francese dell'Interno, Bernard Cazeneuve, dopo le minacce dei terroristi.

DONNE YAZIDI COME SCUDO. Sempre minacciando l'Occidente, l'Is ha fatto sapere che i suoi combattenti sono pronti a utilizzare le donne yazidi fatte prigioniere come scudi umani contro i raid americani e francesi. A rivelarlo è stato il Daily Telegraph, che ha citato le testimonianze di alcuni abitanti che vivono nelle zone occupate dal Califfato.
Fra i preparativi per contrastare i bombardamenti, i miliziani stanno inviando le loro famiglie fuori dai centri e nascondendo le armi nelle case più povere. Sarebbero stati evacuati anche i comandi Is a Mosul in Iraq, e a Raqqa in Siria.
ATTACCHI AL'EGITTO. Oltre agli occidentali, l'Is ha lanciato minacce anche nei confronti dell'Egitto.
«Riempite le strade di esplosivi, attaccate le loro basi e le loro case e tagliate loro le teste», è detto nel brano dell'audio-messaggio del portavoce dei miliziani neri.
Quindi l'Is ha «benedetto» gli attacchi contro «le guardie degli ebrei, i soldati di Sisi, il nuovo faraone d'Egitto».

La Giordania arresta 11 miliziani sospettati di preparare attentati

Soldati curdi in Iraq.


Prima delle nuove minacce, in Giordania sono stati arrestati 11 uomini accusati di avere legami con l'Is in Siria e che sono sospettai di voler pianificare attentati.
Secondo le fonti della sicurezza svelata dall'agenzia giordana Petra, gli arrestati progettavano «operazioni terroristiche in Giordania contro siti vitali per diffondere il panico e il caos nel Paese».
Le fonti hanno detto che l'operazione è scattata dopo che la casa di uno dei fermati è stata distrutta da un'esplosione durante un test per fabbricare esplosivi.
ATTESE ALTRE MINACCE. Che l'Is potesse tornare a minacciare l'Occidente era un evento già preso in considerazione anche dal governo italiano. «Non ci ha colti di sorpresa, siamo di fronte alla minaccia terroristica più seria dall'attacco dell'11 settembre», ha spiegato Marco Minniti, sottosegretario alla presidenza con delega alla sicurezza, in un'intervista a La Stampa, quasi prevedendo nuovi affondi dei jihadisti. Inoltre, il rappresentante dell'esecutivo ha parlato anche di una «minaccia che ci accompagnerà per anni».
«Abbiamo costruito un'alleanza per neutralizzare la potenza militare dell'Is, con gli strumenti propri della guerra 'simmetrica', ma servirà di più perché i jihadisti utilizzano le stesse tecniche», ha continuato Mennitti, precisando come tra i miliziani neri e al Qaeda «sono in corso tentativi di convergenza».
INVIARE SOLDATI A TERRA. Dal Regno Unito, invece, l'ex premier britannico, Tony Blair, in una intervista alla Bbc, ha invitato a non «escludere l'invio di truppe di terra contro l'Is».
«Se non si è pronti a combattere questa gente sul campo di battaglia è possibile contenerli, ma non sconfiggerli», ha spiegato l'ex leader laburista. Che ha poi precisato che non essendoci questa volontà da parte dell'Occidente potrebbero essere forze locali a farlo.
Blair è sicuro infatti che i raid aerei, lanciati da Usa e Francia, «non sono sufficienti».
CURDI, FUGA DALLA SIRIA. Intanto l'Onu ha lanciato l'allarme per la fuga di curdi dalla Siria: sono 100 mila, secondo quanto spiegato dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati, quelli già scappati in Turchia attraverso l'enclave di Kobane-Ayn Arab assediata dai miliziani neri (Ankara ha tuttavia corretto la stima affermando che sono 130 mila quelli accolti).
In Turchia il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha promesso di andare a combattere contro i jihadisti nel Paese guidato da Bashar al Assad.

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