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GUERRA 22 Settembre Set 2014 0800 22 settembre 2014

Siria e Is, l'Onu: 130 mila curdi scappati in Turchia

L'allarme Unhcr: in tre giorni fuggiti in 130 mila. Ankara ha richiuso le frontiere.

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Una combattente curda peshmerga.

Una fuga senza fine quella dei curdi dalla Siria per scappare dalle violenze dello Stato islamico (Is).
Secondo i dati comunicati dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati, sono infatti ben 100 mila quelli fuggiti in Turchia sotto la minaccia dei jihadisti. Anche se Ankara ha poi svelato che sono addirittura 130 mila i profughi accolti negli ultimi tre giorni.
RICHIUSE LE FRONTIERE. Tanto che dopo l'apertura decisa venerdì 19 settembre dei valichi di frontiera ai curdi in fuga dall'enclave di Kobane-Ayn Arab, assediata dai jihadisti, lunedì 22 settembre il governo turco ha scelto di richiudere il passaggio.
«Abbiamo preso tutte le misure necessarie nel caso l'afflusso di persone continui. Non ce lo auguriamo, è chiaro. Ma siamo pronti», ha spiegato il vicepremier della Turchia Numan Kurtulmus. Che poi ha aggiunto: «Siamo preparati al peggio. Stiamo facendo di tutto per accogliere le persone che passano per la Turchia».
SCONTRI AL VALICO. A far cambiere idea ad Ankara sui valichi sono stati gli scontri tra polizia e manifestanti curdo-turchi e le autorità locali avvenuti domenica 21 settembre: migliaia di civili sono così rimasti intrappolati in territorio siriano a ridosso dei reticolati turchi.
MINACCIA DELL'IS. Inoltre, proprio nel weekend è stata diffusa sui social network la nuova minaccia dell'Is, che potrebbe moltiplicare la fuga dei curdi.
Attraverso il loro portavoce, infatti, i jihadisti hanno invitato a «uccideee i miscredenti in qualunque modo». Nel mirino, però, sono finiti soprattutto americani ed europei, proprio per le azioni in Iraq e Siria ai danni del Califfato.
IL PKK CONTRO L'IS. A fronte dell'escalation di violenze nei confronti dei curdi in Siria, il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha chiesto a tutti i curdi turchi di andare a combattere contro i jihadisti nel Paese guidato da Bashar al Assad.
«Il giorno per la gloria e l'onore è arrivato. Non ci sono più limiti alla resistenza», è scritto in un comunicato del Pkk in cui si parla di «mobilitazione».
Già centinaia di miliziani curdi del Pkk sono entrati in Siria per sostenere i curdo-siriani di fronte all'offensiva dell'Is nella regione di Ayn Arab-Kobane.

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