Sentenza Stefano Cucchi 130605200405
GIUSTIZIA 23 Settembre Set 2014 1300 23 settembre 2014

Caso Cucchi, processo d'Appello a Roma

La richiesta della procura: «Condannare anche agenti e infermieri».

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I genitori di Stefano: Rita Calore e Giovanni Cucchi.

Rivelazione choc del procuratore generale in aula durante il processo d'Appello a Roma per la morte di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato per droga e deceduto una settimana dopo in ospedale nel 2009.
Per la procura Cucchi fu «pestato», ma l'aggressione avvenne dopo l'udienza di convalida del suo arresto per droga e non prima della stessa come sostenuto dall'accusa in primo grado.
«CONDANNARE TUTTI». Per questo la richiesta del pg, Mario Remus, a conclusione della sua requisitoria davanti alla prima corte d'assise d'Appello, è stata quella di ribaltare la sentenza di primo grado e condannare tutti gli imputati, dunque anche gli agenti per lesioni personali e gli infermieri per omicidio colposo. In primo grado questi ultimi erano stati assolti dalla terza Corte d'Assise; erano stati condannati solo i medici a pene comprese tra i due anni e un anno e quattro mesi.
«NESSUNA CADUTA ACCIDENTALE». «C'è la prova che Stefano non avesse segni di aggressione violenta prima di arrivare in aula», ha detto il pg. «L'aggressione è avvenuta dopo l'udienza, e prima della sua traduzione in carcere. Quella mattina in aula ha battibeccato, si è alzato più volte, ha scalciato un banco; certo non avrebbe potuto farlo se fosse stato fratturato».
E quelle lesioni riscontrare in sede di autopsia «non portano a credere siano state causate da una caduta accidentale, ma da un'aggressione vera e propria». E medici e infermieri? «Da loro, cure inadeguate», ha continuato Remus, «la loro trascuratezza, ingiustificabile. Anche se non ci fu una deliberata volontà di non curare Stefano».

La conclusione sono le richieste di condanna: a tre anni per il primario, Aldo Fierro; a due anni ciascuno per i medici Stefania Corbi, Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo (chiesto di confermare otto mesi per falso al medico Rosita Caponetti); a un anno, per gli infermieri Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe (tutti assolti in primo grado); a due anni ciascuno, gli agenti Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici (assolti in primo grado).

Soddisfazione è stata espressa dalla famiglia di Stefano. «Finalmente non ci sentiamo soli in un'aula di tribunale, per la prima volta non ho sentito insultare mio fratello. Ho ascoltato e apprezzato quanto detto dal procuratore generale, che ha esordito descrivendo un vero e proprio pestaggio di Stato e una negazione dei diritti umani ai danni di Stefano», è stato il commento di Ilaria Cucchi.
L'AVVOCATO DI PARTE CIVILE: «PRETERINTENZIONALE». «Condivido ogni parola di critica espressa dal Pg», ha detto l'avvocato di parte civile, Anselmo, «ritengo che siano porte aperte per il riconoscimento della nostra tesi dell'omicidio preterintenzionale».
Sorpreso il legale di uno degli agenti. «L'assunto accusatorio sostenuto finora è completamente caduto», ha detto l'avvocato Perugini,«il pg non ci ha detto da chi sarebbe stato picchiato Stefano, chi tra i carabinieri che lo hanno portato nelle celle e gli agenti lo avrebbe picchiato, sulla base di quale testimonianza può sostenere ciò che ha detto nella sua relazione».

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