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SENTENZA 23 Settembre Set 2014 1900 23 settembre 2014

Cina, l'ergastolo a un dissidente uighuro scatena una pioggia di critiche

La condanna inflitta a Ilham Tothi è la più pesante degli ultimi decenni.

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Il presidente della Cina, Xi Jinping.

Ilham Tohti, intellettuale uighuro e critico moderato della politica del governo di Pechino, è stato condannato all'ergastolo per «secessionismo» da un tribunale di Urumqi, la capitale della regione del Xinjiang.
Si tratta di una zona in cui dal 2009 si sono susseguite le violenze tra uighuri musulmani autoctoni e immigrati da altre zone della Cina.
La condanna è la più severa inflitta ad un dissidente da decenni e ha sollevato critiche dei governi di numerosi paesi occidentali, dell'Unione Europea e di gruppi umanitari internazionali.
Al momento della lettura della sentenza l'imputato ha protestato mentre sua moglie, Guzaili Nu'er, è stata colta da un malore.
LA DIFESA FARÀ RICORSO. «Faremo certamente ricorso» ha detto Li Fangping, uno dei difensori di Tohti.
L'avvocato ha precisato: «Tohti è stato condannato sulla base delle delazioni di sette dei suoi studenti, arrestati con lui in gennaio. I giovani hanno cambiato le loro prime dichiarazioni dopo essere stati per mesi nelle mani della polizia, senza poter essere visitati da parenti o avvocati».
«Altri capi di accusa» ha aggiunto Fangping «sono stati tratti da articoli apparsi sul suo blog Uyghur Online, che è stato soppresso nel 2008 e che erano pubblici».
Tohti è stato professore di economia all'Università delle Minoranze di Pechino ed é noto per le sue posizioni improntate alla cautela.
«DIALOGARE PER FERMARE LE VIOLENZE». Nonostante le violenze che sconvolgono la regione da almeno cinque anni (si calcolano centinaia di morti, repressioni, arresti e decine di esecuzioni) il professore ha continuato a sostenere la necessità del dialogo tra gli uighuri, originari della regione, e gli immigrati di etnia han, giunti da altre aree cinesi. L'intellettuale ha anche chiesto che al Xinjiang fosse garantita una vera autonomia amministrativa.
«UN NUOVO NELSON MANDELA». Lo scrittore cinese Wang Lixiong, critico verso la politica di Pechino in materia di minoranze etniche, ha affermato che con la sentenza «è stato creato un Nelson Mandela uighuro».
Joseph Cheng, insegnante alla City University di Hong Kong, ha sottolineato: «Si tratta di un pessimo segnale per le relazioni tra uighuri e han e riflette i valori e lo stile dell'amministrazione di Xi Jinping» Una critica diretta al presidente nazionalista della Cina.
L'Ue ha usato a sua volta toni duri per condannare la sentenza contro Tohti e l'ha definita «completamente ingiustificata».
Inoltre l'Unione europea ha sottolineato come «la legge sia stata ignorata, in particolare per quanto riguarda il diritto alla difesa».
Bruxelles ha quindi chiesto «la liberazione immediata» del professore.
LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE. Solidarietà a Tohti è stata espressa dai più noti dissidenti cinesi, come l'artista Ai Weiwei e l'attivista Hu Jia.
L'organizzazione umanitaria Amnesty international ha bollato la sentenza come «vergognosa».
Un ex studente del professore ha smentito che Tohti abbia mai predicato la secessione dalla Cina.
«È un grande insegnante e un grande cittadino, e ama il suo paese» ha affermato il giovane che ha scelto di rimanere anonimo.

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