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APPELLO 23 Settembre Set 2014 1233 23 settembre 2014

Emergenza migranti, il papa: «La Chiesa non sia ostile»

Bergoglio: «Pregiudizi in conflitto con il comandamento dell'accoglienza».

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Papa Francesco.

Il papa esorta gli Stati a collaborare per gestire l'emergenza sbarchi. Nel suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2015, in programma per il 18 gennaio, Bergoglio ha sottolineato che «i movimenti migratori hanno assunto tali dimensioni che solo una sistematica e fattiva collaborazione che coinvolga gli Stati e le Organizzazioni internazionali può essere in grado di regolarli efficacemente e di gestirli e nessun Paese può affrontare da solo le difficoltà connesse a questo fenomeno».
«SERVE AZIONE PIÙ INCISIVA». Il papa ha precisato anche che nell'agenda internazionale «trovano posto frequenti dibattiti sull'opportunità, sui metodi e sulle normative per affrontare il fenomeno delle migrazioni. Vi sono organismi e istituzioni, a livello internazionale, nazionale e locale, che mettono il loro lavoro e le loro energie al servizio di quanti cercano con l'emigrazione una vita migliore».
«Nonostante i loro generosi e lodevoli sforzi», ha continuato il pontefice, «è necessaria un'azione più incisiva ed efficace, che si avvalga di una rete universale di collaborazione, fondata sulla tutela della dignità e della centralità di ogni persona umana».
«GLOBALIZZARE LA CARITÀ». «In tal modo», ha aggiunto, «sarà più incisiva la lotta contro il vergognoso e criminale traffico di esseri umani, contro la violazione dei diritti fondamentali, contro tutte le forme di violenza, di sopraffazione e di riduzione in schiavitù».
«Alla globalizzazione del fenomeno migratorio occorre rispondere con la globalizzazione della carità e della cooperazione, in modo da umanizzare le condizioni dei migranti», ha concluso il papa.
LA CHIESA SUPERI I PREGIUDIZI. «Non di rado», ha aggiunto, «le migrazioni suscitano diffidenze e ostilità anche nelle comunità ecclesiali, prima ancora che si conoscano le storie di vita, di persecuzione o di miseria delle persone coinvolte». Secondo Bergoglio, «sospetti e pregiudizi sono in conflitto con il comandamento biblico di accogliere con rispetto e solidarietà lo straniero bisognoso».
«Si avverte nel sacrario della coscienza la chiamata a toccare la miseria umana e a mettere in pratica il comandamento dell'amore che Gesù ci ha lasciato quando si è identificato con lo straniero, con chi soffre, con tutte le vittime innocenti di violenze e sfruttamento», ha evidenziato il papa.

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