VENTI DI GUERRA 23 Settembre Set 2014 0632 23 settembre 2014

Is, offensiva aerea degli Usa in Siria

Seconda notte di raid con gli alleati arabi. Obama: «Sventato attacco contro Usa».

  • ...

Seconda notte di raid in Siria da parte degli Stati Uniti, che dal 22 settembre hanno lanciato la loro offensiva all'Is. L'esercito americano, come anticipato dal presidente Barack Obama, è passato all'azione spalleggiato da alleati arabi ma da nessun partner occidentale.
«Le forze militari Usa e delle nazioni partner stanno conducendo azioni militari contro terroristi dell'Isis in Siria», ha reso noto il portavoce del Pentagono, ammiraglio John Kirby. «I raid hanno avuto successo e sono solo l'inizio».
COLPITA ANCHE RAQQA. Secondo una ong e fonti dei miliziani, gli Usa e i loro loro alleati arabi hanno effettuato prima dell'alba circa 20 bombardamenti contro postazioni dell'Isis nella provincia siriana settentrionale di Raqqa. Mentre nel Nord-Ovest dell Siria, nelle provincie di Idlib e Aleppo, sono state centrate postazioni di al Nusra. Altri 20 raid sarebbero stati portati a termine al confine con l'Iraq.
CENTCOM: «RAID PER SVENTARE UN ATTACCO CONTRO GLI USA». Secondo il Centcom (il comando delle operazioni Usa centro) di Tampa in Florida, i raid sono stati effettuati per sventare «un imminente attacco» contro l'America e gli interessi occidentali da parte di «veterani di al Qaeda». In particolare, gli americani hanno inserito tra i loro obiettivi il meno conosciuto gruppo qaedista Khorasan, gruppo formato da ex operativi di al Qaeda, che «stava progettando un attacco imminente contro gli interessi Usa e occidentali».
UTILIZZATI ANCHE GLI F-22 RAPTOR. Nelle operazioni sono stati utilizzati caccia, bombardieri e missili Tomahawk. Per la prima volta sono stati usati in combattimento i più sofisticati caccia Usa, gli F-22 Raptor, aerei completamente invisibili ai radar. E anche decine di droni.
UCCISI 120 MILIZIANI MA ANCHE SETTE BAMBINI. Secondo fonti mediche di Idlib, tra le 11 vittime civili dei raid ci sarebbero sette fra bambini e ragazzi (neonati inclusi) e due donne. Circa 120, invece, i miliziani uccisi secondo quanto riferito dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

Secondo fonti Usa, all’offensiva hanno dato il loro «pieno contributo» diversi Stati arabi che dispongono di aviazioni adeguate: Arabia Saudita, Giordania, Emirati, Bahrein e, secondo alcune informazioni, anche il Qatar. Un elemento che, se confermato, assume un ampio valore diplomatico in quanto si tratta di Paesi sunniti. Per giunta alcuni noti per i loro legami con gli ambienti oltranzisti. Non ci sono invece i francesi che hanno deciso di limitare i loro bombardamenti al territorio iracheno, dove hanno condotto almeno un raid.

Nel tondo rosso Raqqa, città presa di mira dai raid Usa.

DISTRUTTI 190 OBIETTIVI. Secondo quanto ha riferito il Washington Post, gli Usa avevano individuato almeno 20 obiettivi da colpire nella prima ondata di bombardamenti in Siria, che fa seguito a una campagna avviata già lo scorso 8 agosto contro obiettivi dell'Isis in Iraq. Da allora, a ritmo quotidiano, i caccia americani hanno preso di mira e distrutto almeno 190 obiettivi.
Fino a ora è stata però soprattutto una campagna a carattere di difesa, per proteggere il personale diplomatico e militare americano nel Nord dell'Iraq e per sostenere le forze irachene impegnate a contrastare l'avanzata dell'Isis nella regione della strategica diga di Mosul e verso la città di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno.

MISSILI SU RAQQA. Questa volta, secondo le indicazioni, gli obiettivi presi di mira sarebbero nel cuore dello Stato islamico, a Raqqa, la città nel nord della Siria dove il califfo Abu Bakr al Baghdadi ha posto la sua capitale.
In particolare si parla di centri di comando e controllo e di campi di addestramento e di depositi di armi e munizioni.

Damasco: «Informati dei raid», ma gli Usa smentiscono

Secondo il ministero degli Esteri di Damasco, la Siria è stata informata dagli Usa dell'attacco sul suo territorio diretto contro l'Is: «Gli americani lo hanno detto al rappresentante siriano presso le Nazioni Unite». Il presidente siriano Bashar al Assad ha spiegato che Damasco sostiene ogni sforzo internazionale per combattere il terrorismo.
Russia e Siria avevano affermato che operazioni militari in territorio siriano senza il consenso del governo erano da considerarsi un'aggressione armata contraria al diritto internazionale.
ROHANI ATTACCA GLI USA. La portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jennifer Psaki, ha però sottolineato che gli Stati Uniti non hanno in nessun modo informato la Siria sui raid aerei e non hanno chiesto in alcun modo il permesso per gli attacchi.
Il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha quindi denunciato che i raid anti-Isis degli Usa devono essere considerati un attacco alla Siria.
ITALIA NELLA COALIZIONE, RISPETTO ONU. Dal canto suo l'Italia ha ribadito di far parte della «coalizione impegnata nella lotta contro la minaccia terroristica dell'Isis e continuerà il proprio impegno contro il terrorismo nel rispetto dei principi della Carta Onu e delle procedure previste dal parlamento italiano».

Correlati

Potresti esserti perso