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INCHIESTA 23 Settembre Set 2014 1603 23 settembre 2014

Yara, il gip: «Dna in ottime condizioni»

Il magistrato contro la difesa di Bossetti. E il Ris. «Poco esposta ad agenti esterni».

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Yara Gambirasio.

C'è un cortocircuito nelle indagini che riguardano l'omicidio di Yara Gambirasio. Da una parte il Ris che ritiene «quantomeno discutibile» che la traccia di Dna trovata sui leggins della ragazzina di Brembate non si sia deteriorata col tempo.
«BEN CONSERVATA». Dall'altra il gip di Bergamo, Ezia Maccora, che nel respingere l'istanza di scarcerazione di Massimo Bossetti, aveva definito «ottima» la prova trovata sul corpo di Yara, «essendosi conservata grazie al tipo di indumenti su cui è stata ritrovata, gli slip e il leggins, meno esposti e quindi più protetti dagli agenti esterni».
Il Dna è una delle prove che i legali di Bossetti intendono contestare nel ricorso da depositare il 25 settembre al Tribunale del Riesame di Brescia, con altri elementi che il gip non avrebbe preso sufficientemente in considerazione.
Ma gli accertamenti tecnici, per il gip «non possono essere messi in discussione, in assenza di argomentazioni scientifiche contrarie».
I DUBBI SULLA CELLA AGGANCIATA DAL CELLULARE. Tra gli elementi che il gip non avrebbe preso in considerazione, anche il traffico telefonico: secondo un documento Vodafone depositato agli atti, l'ultima cella agganciata da Yara non è quella di Mapello, dove Bossetti abita, ma quella di Brembate, dove si trovano la casa della ragazza e la palestra dalla quale scomparve il 26 novembre del 2010 per essere trovata uccisa tre mesi dopo in un campo di Chignolo d'Isola, a pochi chilometri di distanza.
Questo 'allontanerebbe' Bossetti da Yara in quel tragico pomeriggio e potrebbe favorire la sua scarcerazione. Una volta depositata l'istanza i giudici hanno 20 giorni per la fissazione dell'udienza di discussione e la decisione.

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