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PROSTITUZIONE 24 Settembre Set 2014 1155 24 settembre 2014

Baby squillo a Roma: si indaga su nuovo scandalo

Coinvolte almeno 10 ragazze minorenni. Caso Parioli: «Usati attrezzi erotici».

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Nuovo scandalo baby squillo a Roma: coinvolte almeno 10 minorenni.

Un nuovo scandalo, dopo quello dei Parioli, ma di dimensioni più ampie.
La procura di Roma indaga su un giro di baby squillo che, stando alle prime informazioni, coinvolge almeno 10 minorenni, vendute al miglior offerente - per cifre a due zeri - e costrette a prostituirsi nelle auto dei clienti.
Al momento non figurano nomi nel registro degli indagati, ma il reato ipotizzato è quello di sfruttamento della prostituzione minorile.
RAPPORTI SESSUALI IN AUTO. Il fascicolo è stato aperto nell'estate 2014, dopo la denuncia di un anziano. Residente nella periferia Nord Ovest di Roma, l'uomo ha riferito di un gruppo di ragazzine vestite in abiti succinti che, giorno e notte, uscivano dalla loro abitazione per salire sulle auto di «alcuni signori». Una volta caricate le minori, le vetture accendevano i motori alla volta di parcheggi, vie desolate, viali ombrosi, dove veniva consumato il rapporto. Riaccompagnate all'appartamento, le ragazze si preparavano per l'«appuntamento» successivo.
SI CERCANO ALTRI APPARTAMENTI. Una volta verificate le dichiarazioni del 'testimone', gli inquirenti hanno deciso di approfondire la vicenda.
Le indagini sono ancora a una fase embrionale, ma il sospetto è che quel covo nascosto nella periferia sia solo la punta di un iceberg di proporzioni enormi, con altre baby squillo 'parcheggiate' ai quattro angoli della Capitale.
«FUSCO? FORSE USAVA ATTREZZI EROTICI». Nel frattempo trapelano altri dettagli sul caso Parioli. Il fotografo delle baby modelle Furio Fusco, in prigione da due mesi per avere accumulato materiale pedopornografico di aspiranti veline, convinte - secondo il giudice per le indagini preliminari Costantino De Robbio - a posare nude con la promessa di un futuro nello spettacolo, è ora accusato anche di violenza sessuale aggravata. Lo scatto senza veli, per i magistrati, era solo l'anticamera prima degli abusi sessuali, nel corso dei quali i pm non escludono venissero utilizzati attrezzi erotici per adulti. Fusco, raccontano i testimoni, li chiamava «giocattoli».
«UNA TORTURA, ERA IL PREZZO DA PAGARE». «Per me era una tortura», si legge in una delle deposizioni raccolte, «sentivo molto dolore, gli dicevo basta, ma lui diceva che il dolore sarebbe passato e avrei guadagnato 15 mila euro. Io non volevo, ma questo era il prezzo da pagare per entrare nel mondo della pubblicità. Quel giorno ho pianto tutte le mie lacrime, è stata un'esperienza terrificante durata tre ore».

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