Renzi Tiziano 140919112415
INCHIESTA 24 Settembre Set 2014 1800 24 settembre 2014

Crac Chil, anche la mamma di Renzi nel mirino della procura

I pm di Genova indagano anche su Laura Bovoli oltre che su Tiziano Renzi.

  • ...

Tiziano Renzi, padre di Matteo.

L'inchiesta per bancarotta fraudolenta nella quale è stato coinvolto Tiziano Renzi, il padre del presidente del Consiglio, potrebbe allargarsi anche alla mamma del premier, Laura Bovoli.
Al centro delle verifiche della procura di Genova, guidata da Michele Di Lecce, in merito al fallimento della società Chil Post, ci sarebbe il passaggio di proprietà dell'azienda indebitata.
RAMO DELLA CHIL VENDUTO ALLA MOGLIE A PREZZO DI FAVORE. Secondo la ricostruzione del quotidiano romano Il Messaggero la madre di Renzi, fino al periodo a cavallo fra 2008 e 2009, è stata insieme - insieme con le due figlie - socio di maggioranza (con 30.200 euro in tutto) della Chil Post, società specializzata in distribuzione giornali. Poi ha ceduto le quote al marito ed è rimasta comproprietaria di un'altra azienda, Eventi 6, che si occupa di marketing editoriale. Nel 2010 ha poi comprato l'unico ramo funzionante di Chil Post (la Chil Promozioni ) per 3.800 euro dal marito stesso.
Dopo pochi giorni, il 14 ottobre 2010, c'è stato il passaggio di consegne incriminato: per soli 2000 euro Tiziano Renzi passa quel che resta della Chil a Gian Franco Massone, anche se a gestire l'affare sarebbe stato il figlio di quest'ultimo, Mariano Massone. A quel punto Eventi 6 ha aumentato il fatturato, mentre Chil Post è fallita dopo due anni d'immobilismo assoluto.
INDAGINI SUL RUOLO DELLA MAMMA DI RENZI. Per il quotidiano romano, il procuratore aggiunto Nicola Piacente e il pm Marco Airoldi stanno investigando sul ruolo della Bovoli e delle sorelle del premier Matilde e Benedetta, «non solo perché in quanto membri della famiglia potevano conoscere le intenzioni di babbo Tiziano e l'effettivo stato di salute della Chil Post che tre anni dopo la vendita ha fatto bancarotta con debiti che arrivano a circa un milione e trecentomila euro».
BAD COMPANY VENDUTA A FRANCO MASSONE. Il 18 settembre 2014 la procura del capoluogo ligure aveva notificato un avviso di garanzia a Tiziano, sostenendo che il suo comportamento ha «concorso» alla bancarotta. In pratica, agli occhi del procuratore aggiunto Nicola Piacente e del sostituto Marco Airoldi, Renzi senior avrebbe «regalato» alla moglie l’unico pezzo funzionante del suo gruppo. E poi mollato ciò che rimaneva della Chil, ridotta ormai a una sorta di bad company, a Gian Franco Massone, che dice di averlo incontrato una sola volta. Da lì in avanti Chil, con oltre un milione di debiti in pancia, è naufragata lasciando con un pugno di mosche i creditori, oggi insinuati al passivo nel procedimento fallimentare.
SI INDAGA ANCHE SUL BUCO DA 1,3 MILIONI DI EURO. Tiziano è finito insomma nei guai come «venditore» non cristallino. Ma chi indaga starebbe cercando ora capire se sia possibile escludere a priori responsabilità in capo a mamma Renzi. Che è stata sì «acquirente», ma pure proprietaria della società che si è poi comprata a prezzo di favore. Difficile dire cosa sapessero moglie e figlie di babbo Renzi al momento del passaggio cruciale, ma è su questo che starebbero cercando di far luce i magistrati genovesi. L'altro punto dell'inchiesta è capire quando il buco di un milione e trecentomila euro sia stato creato. «Si sa», ha scritto ancora Il Messaggero, «che il mutuo della Banca di credito cooperativo di Pontassieve è precedente alla vendita ed era stato intestato a mamma Laura dall'istituto di credito che vedeva tra i soci un fedelissimo dell'attuale premier, Matteo Spanò».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso