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TERRORISMO 24 Settembre Set 2014 2130 24 settembre 2014

Isis, Onu: ok a risoluzione per la lotta agli jihadisti

Voto unanime del Consiglio di sicurezza. Obama: «Ora azioni concrete».

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Barack Obama presiede la riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu a New York.

Lotta senza quartiere e senza confini al terrorismo. Dopo l'appello di Barack Obama («l'Isis deve essere distrutto, il mondo si unisca a questo sforzo», ha chiesto nel suo intervento il presidente americano) nel giorno della brutale esecuzione del turista francese Hervé Pierre Goudel, il Consiglio di sicurezza Onu ha approvato all'unanimità una risoluzione che chiede agli Stati membri di «prevenire e reprimere» il reclutamento e il flusso dei combattenti terroristi stranieri.
Il documento - adottato nel corso di una riunione a cui ha preso parte anche il ministro degli esteri italiano Federica Mogherini - chiede che gli Stati membri rendano illegale recarsi all'estero o facilitare il viaggio di altri individui per «pianificare, preparare, perpetrare o partecipare ad atti terroristici».
INTENSIFICARE INFORMAZIONI E AZIONI CONTRO I TERRORISTI. La risoluzione è sotto l'ombrello del capitolo 7 della Carta Onu, che fornisce al Consiglio di Sicurezza l'autorità di comminare sanzioni e prevedere l'uso della forza. L'invito è a rafforzare la cooperazione regionale e internazionale e a intensificare ed accelerare lo scambio di informazioni riguardanti le azioni o i movimenti dei terroristi. Nella risoluzione si ribadisce come gli Stati devono «esigere che le compagnie aeree sotto la loro giurisdizione forniscano in anticipo informazioni sui passeggeri alle autorità nazionali competenti, al fine di rilevare la partenza dal loro territorio, o il tentativo di ingresso o il transito nel loro territorio» delle persone soggette a sanzioni Onu.
OBAMA: «LA RISOLUZIONE DA SOLA NON BASTA». La risoluzione è stata definita un accordo «storico» da Obama, ma «da sola non è abbastanza»: «Le intenzioni del mondo espresse oggi contro il terrorismo «devono essere tradotte in azioni concrete», ha detto il presidente americano ricordando come come circa «15mila jihadisti stranieri da oltre 80 Paesi sono andati in Siria negli ultimi anni».
HOLLANDE: «IL REGIME SIRIANO È COMPLICE». «Il regime siriano è complice di quanto sta accadendo. Finché non ci sarà una soluzione politica i nostri sforzi saranno limitati», ha detto nel suo intervento il presidente francese François Hollande.

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