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SCANDALO 24 Settembre Set 2014 1601 24 settembre 2014

Pedofilia, Wesolowski rischia sette anni

Ex nunzio arrestato per abusi su minori. Pericolo fuga e inquinamento di prove.

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Josef Wesolowski.

L'ex nunzio Jozef Wesolowski è stato posto agli arresti domiciliari in Vaticano con le accuse di abusi sessuali su minori e possesso di materiale pedopornografico. Lo ha precisato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi.
«Gli elementi di natura documentale e testimoniale su cui poggiano gli addebiti sono pervenuti al promotore di giustizia sia dagli atti del procedimento canonico già attuato presso la Congregazione della Dottrina della Fede, sia dalla documentazione giunta dalla Repubblica Dominicana», ha spiegato padre Lombardi.
SI APPLICA LA VECCHIA LEGGE. Wesolowski sarà processato in base alle norme in vigore prima della riforma penale del 2013, e rischia una pena tra i sei e i sette anni di carcere più eventuali aggravanti.
«La legge da applicare non può essere quella 'nuova', in vigore dal primo settembre del 2013», ha spiegato Lombardi, «perché i fatti addebitati all'imputato oggi conosciuti sono precedenti all'entrata in vigore di tale legge. Le pene previste dalla legislazione precedente per i reati attualmente contestati possono valutarsi intorno a sei o sette anni, ma con la possibilità di variazioni per aggravanti alla luce di circostanze, ecc. che risultino dalle indagini».

PROCESSO TRA 2014 E 2015. La procedura istruttoria sul caso dell'ex nunzio «richiederà alcuni mesi prima dell'inizio del processo», che potrebbe quindi aprirsi negli ultimi mesi del 2014 o nei primi mesi del 2015.
«Il promotore di giustizia, compiute le indagini ulteriori che riterrà necessarie e gli interrogatori opportuni dell'imputato assistito dal suo avvocato, potrà formulare al tribunale la richiesta di rinvio a giudizio. Qualora questa sia accettata inizierà il processo», ha spiegato padre Lombardi. «Si può prevedere che tutto ciò richiederà alcuni mesi (ad esempio gli ultimi mesi di quest'anno e i primi del prossimo anno) prima dell'inizio del processo».
PERICOLO DI FUGA. Il provvedimento degli arresti domiciliari con la conseguente limitazione dei contatti «intende evidentemente evitare la possibilità dell'allontanarsi dell'imputato e il possibile inquinamento delle prove», ha aggiunto padre Lombardi.

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