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PERIZIA 24 Settembre Set 2014 1551 24 settembre 2014

Ultrà, le ferite da taglio su De Santis già refertate l'8 maggio

Cinque giorni dopo gli scontri. Per la procura il coltello era dei tifosi del Napoli.

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Tifosi napoletani attorno a Ciro Esposito, ferito il 3 maggio 2014 a Roma e morto dopo mesi di agonia il 25 giugno.

I medici del reparto clinico del carcere di Regina Coeli avevano già refertato la presenza sul corpo di Daniele De Santis di ferite da arma da taglio.
Il referto è dell'8 maggio, cinque giorni dopo il ferimento.
La novità è emersa nel giorno dell'incidente probatorio sulla maxi perizia del Racis sui fatti del 3 maggio.
In base ai documenti medici, ora posti sotto sequestro dalla procura di Roma, De Santis venne sottoposto a visita medica a Regina Coeli intorno alle ore 10 dell'8 maggio.
SU FIANCO E FRONTE. Gli furono refertate e medicate «ferite da taglio al fianco» nonché «una ferita lacerocontusa alla fronte» per la quale furono applicati dei punti.
De Santis era giunto nel carcere romano il giorno prima per essere sottoposto a interrogatorio di garanzia.
In precedenza era stato ricoverato al Gemelli e trasferito per motivi di sicurezza al Policlinico Umberto I.
Le ferite da arma da taglio sono poi state riscontrate dai medici dell'ospedale Belcolle di Viterbo il 25 giugno (giorno in cui De Santis venne trasferito nella struttura dopo la morte di Ciro Esposito) che le medicarono.
Dai documenti medici è emerso che De Santis al Gemelli venne sottoposo a una Tac da cui i medici riscontrarono una serie di fratture, di cui una molto grave a una caviglia, che rese necessario un intervento chirurgico.
COLTELLO DEI NAPOLETANI. Il coltello a serramanico trovato sulla scena della rissa scoppiata il 3 maggio in viale di Tor di Quinto apparterrebbe al gruppo di tifosi napoletani, che prese parte alla prima fase dell'aggressione a De Santis.
Il dettaglio si evince dal capo di imputazione a carico di Ciro Esposito, Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti.
A Ciro e Alfonso Esposito e a Gennaro Fioretti i pm contestano, oltre al concorso in rissa, «l'aver portato in luogo pubblico un coltello a serramanico di colore argento con manico in simil legno».
Su quest'arma il Racis, che deve illustrare in sede di incidente probatorio i risultati della perizia, ha individuato tracce ematiche che riconducono esclusivamente al Dna di De Santis.

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