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GIUSTIZIA 25 Settembre Set 2014 1804 25 settembre 2014

Banca Nomura, annullato il maxi sequestro da 104 milioni

Decisione del tribunale del riesame di Palermo sull'istituto, indagato per truffa alla Regione Sicilia.

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La procura di Palermo ha aperto un'inchiesta contro Banca Nomura: l'accusa è di truffa aggravata dalla transnazionalità ai danni della Regione Sicilia.

Il tribunale del riesame di Palermo, presieduto da Antonella Consiglio, ha annullato il sequestro da 104 milioni di euro, che era stato emesso dal gip Piergiorgio Morosini nei confronti della banca d'affari giapponese Nomura International Plc e di sette persone, quattro manager e tre professionisti, ritenuti responsabili di una truffa ai danni della Regione Siciliana.
Nell'inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza sono coinvolti Fulvio Reina, difeso dagli avvocati Teo Calderone e Alberto Polizzi, e Marcello Massinelli, difeso dall'avvocato Toni Gattuso, titolari della società di intermediazioni LM Consulting, oltre a Marco Modica De Mohac, presidente del Consorzio aziende sanitarie siciliane, difeso dall'avvocato Ivo Ferrara.
I tre sono indagati per truffa aggravata dalla transnazionalità. Sotto sequestro erano finiti 23 terreni, 27 fabbricati e 13 società.
Quanto ai manager della sede londinese di Nomura si tratta di Armando Vallini, Andrea Giordani, Stefano Ghersi e Arturo De Visdomini.
UN DANNO DA 175 MILIONI DI EURO. Il danno per la Regione sarebbe stato di 175 milioni. Le indagini avrebbero accertato la responsabilità della banca giapponese in una truffa compiuta attraverso la cartolarizzazione di crediti sanitari e operazioni di finanza derivata.
L'inchiesta ha origine dalla cessione di crediti per 630 milioni vantati da diversi operatori sanitari (Asl e ospedali) nei confronti della Regione per forniture relative agli anni 1995, 1997 e 1998.
Dal 2002 le aziende si sono riunite in un consorzio che ha ceduto i crediti alla Crediti sanitari Regione Sicilia di Milano: il contratto stipulato prevedeva che la Regione si sarebbe impegnata a pagare alla società cessionaria del credito un tasso di interesse molto più oneroso rispetto alle condizioni di mercato. Secondo gli inquirenti l'accordo di cartolarizzazione sarebbe stata un'operazione antieconomica.
IL SECONDO FILONE DI INDAGINE. Il secondo filone di indagine ha riguardato la sottoscrizione di strumenti finanziari derivati tra la Regione e la Nomura Plc. Secondo gli inquirenti, il contenuto dei contratti sarebbe stato «gravemente squilibrato» ai danni della Regione.
Rogatorie internazionali avrebbero accertato che parte dei guadagni illeciti sarebbe stata destinata dalla Nomura Plc a due società off-shore (con sedi in Irlanda e alle Isole Vegini) riconducibili a due professionisti palermitani, che avrebbero intascato circa 20 milioni. Una parte delle somme è stata accreditata su banche svizzere per poi essere recapitata agli imprenditori sotto inchiesta.

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