Isis Attacco 140925205938
MINACCIA 25 Settembre Set 2014 2050 25 settembre 2014

Isis, allarme attentati in Europa e Stati Uniti

Nel mirino Parigi e Ny. Iran: «Civiltà a rischio distruzione». Renzi: «È genocidio».

  • ...

Stati Uniti ed Europa tremano di fronte alla minaccia dell'Isis, che potrebbe colpire al cuore l'Occidente da un momento all'altro, rievocando lo spettro dell'11 settembre 2001.
L'allarme di «attentati imminenti» è stato lanciato all'Assemblea generale dell'Onu dal premier iracheno Haider al Abadi, secondo cui cellule dello Stato islamico starebbero preparando attacchi alla metropolitana di New York e Parigi.
Nel mirino ci sarebbe in particolare la Francia, sotto choc per l'esecuzione dell'ostaggio Hervé Gourdel e protagonista dei nuovi raid contro i jihadisti in Iraq. Mentre il sindaco della Grande Mela, Bill De Blasio, si è affrettato a tranquillizzare la città: «La gente a New York deve sentirsi al sicuro nel prendere la metro. Non c'è alcuna prova di nuove o specifiche minacce».
ROHANI ACCUSA L'ISIS. Che l'Isis spaventi tutti, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, lo ha tuttavia confermato il presidente iraniano Hassan Rohani, il quale ha accusato lo Stato islamico di avere come obiettivo la «distruzione della civiltà». I gruppi come l'Isis hanno «un'unica ideologia che è la violenza e l'estremismo», ha aggiunto Rohani, dicendosi «stupito che questi assassini chiamino loro stessi islamici».
SOSTEGNO DELL'ITALIA ALLA COALIZIONE. Anche il premier italiano Matteo Renzi, intervenuto all'Onu, ha parlato di un «rischio per l'umanità intera. È in corso un genocidio», ha detto Renzi, assicurando «il sostegno italiano all'iniziativa della coalizione, nel rispetto della Carta Onu e delle prerogative del parlamento».

Fbi: identificato il boia di Foley e Sotloff

Un fermo immagine del video dell'esecuzione di James Foley.



Intanto, secondo quanto ha riferito il Fbi, gli Usa hanno identificato l'assassino dei giornalisti James Foley e Steven Sotloff, barabaramente uccisi dall'Isis. Magra consolazione di fronte all'ennesimo video di una decapitazione che ha fatto il giro del mondo e all'esecuzione dell'attivista per i diritti delle donne e delle minoranze Samira al Nuaimy in Iraq.
PAURA DEI FOREIGN FIGHTERS. Per non parlare del rischio-emulazione di questo orrore in Occidente, come accaduto in Norvegia o tramite quelle centinaia di militanti reclutati dagli estremisti islamici all'estero, spesso tra i giovani. Secondo il Guardian, un attacco terroristico di grandi dimensioni in Europa è «inevitabile» con il rientro di jihadisti europei da Siria e Iraq. Non a caso il consiglio di sicurezza dell'Onu ha varato una risoluzione per combattere il flusso dei cosiddetti foreign fighters.
CONTINUANO I RAID. Sul campo, i raid americani (supportati da cinque Paesi arabi) hanno colpito le installazioni petrolifere dell'Isis, i suoi centri di comando e i campi di addestramento in Siria.
I caccia Usa hanno martellato una dozzina di raffinerie nel Nord-Est del Paese, oltre a diversi altri obiettivi militari, mentre i francesi sono tornati a loro volta all'attacco nel Nord Iraq.
Ma come ha ammesso Barack Obama, l'offensiva è destinata a durare a lungo e nel frattempo i jihadisti potrebbero colpire Usa ed Europa in casa loro.
Anche se sono passati 13 anni, l'incubo dell'11 settembre è più vivo che mai.

Correlati

Potresti esserti perso