Jean Yves Drian 130524151606
COMBATTIMENTI 25 Settembre Set 2014 1028 25 settembre 2014

Isis, proseguono i raid: si allarga la coalizione

Siria, 14 jihadisti uccisi. La Grecia si unisce alle forze anti-jihadiste.

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Jean-Yves Le Drian, ministro francese della Difesa.

L'esecuzione di Hervé Pierre Gourdel non ha fermato la francia. Aerei da combattimento transalpini hanno sorvolato l'Iraq la mattina del 25 settembre, all'indomani della morte dell'ostaggio francese in Algeria, lanciando nuovi raid contro l'Isis.
Lo ha riferito il portavoce del governo, Stephane Le Foll, ministro dell'agricoltura.
UN SOLO RAID FRANCESE. La Francia partecipa da una settimana all'azione Usa contro i jihadisti in Iraq, ma fino a ora aveva compiuto un solo raid venerdì 19 settembre.
L'intenzione, ha spiegato il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian, è quella di continuare i raid fin quando il Paese non dovesse ritrovare «l'integrità»: «Siamo in Iraq su richiesta delle autorità irachene, l'obiettivo è riconquistare il loro territorio, fare in modo che il Paese ritrovi la sua integrità. Bisogna andare avanti. Con forza e determinazione, senza pause, per giungere al risultato».
STAND-BY SULLA SIRIA. Quanto a un eventuale intervento anche in Siria, Le Drian ha detto che si tratta di «un'opportunità che non si presenta oggi che abbiamo un compito già importante in Iraq. Ma è una questione che ci poniamo».
Intanto continuano i raid aerei della coalizione internazionale sulla Siria, con almeno 14 jihadisti dell'Isis e cinque civili rimasti uccisi la mattina del 25 settembre.
Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando che i miliziani sono morti nella provincia di Deir Ezzor (Est), mentre i civili nei raid sulla regione di Hassaka (Nord Est).
E si allarga la coalizione anti Isis. Anche la Grecia ha deciso di prendere parte alle operazioni.
DA ATENE IMPEGNO POLITICO E MILITARE. Tale coinvolgimento, come annunciato dal ministero degli Esteri e riferito dai media ellenici, è duplice: a livello politico, attraverso l'invio di aiuti umanitari nelle zone dei combattimenti, e sul piano militare, tramite la fornitura di munizioni alle forze curde che combattono i jihadisti.
«La partecipazione militare della Grecia», è scritto in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri, «è stata decisa dopo un pertinente suggerimento venuto dal ministero della Difesa e, in particolare, dal comando delle Forze armate».

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