Save Children 140925165806
ALLARME 25 Settembre Set 2014 1658 25 settembre 2014

Italia: 1,4 mln di minori in povertà

L'appello di Save the children al governo: «Serve un intervento».

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Un momento dell'iniziativa ''Every one'' di Save the Children a Cagliari.

Un intervento del governo per contrastare il forte aumento della povertà minorile in Italia. A lanciare l'appello è stata Save the children, che ha chiesto all'esecutivo misure a sostegno del reddito e a supporto dei nuclei familiari, a partire dal potenziamento del Sostegno di inclusione attiva.
Nel nostro Paese, dal 2012 al 2013, sono più di 1,4 milioni i bambini e adolescenti che vivono in povertà assoluta, un aumento del 3,5%.
SITUAZIONE PEGGIORE AL SUD. Una crescita più marcata al Sud (+5,2 punti percentuali, passata dal 13,9 al 19,1, pari al 37% in più), ma non ha risparmiato le regioni del Nord (+2,9 punti percentuali, dall'8,3 all'11,2%, pari al 35% in più) e del Centro Italia (+2 punti percentuali, dall'8,2 al 10,2%, pari ad un aumento del 24%).
«Se gli ultimi dati sull'incidenza dei minori in povertà assoluta e relativa in Italia sono allarmanti, lo è forse ancor di più dover constatare che il nostro Paese si è caratterizzato negli ultimi anni per una profonda inefficacia degli interventi governativi che sulla carta avrebbero dovuto contrastare questo fenomeno», ha spiegato Valerio Neri, direttore generale di Save the children Italia.
«AGIRE SUBITO CON MISURE CONCRETE». Per l'organizzazione occorre agire subito con misure concrete come: utilizzo mirato dei fondi strutturali europei 2014/2020 con specifica attenzione alla tutela dei diritti dell'infanzia; rafforzamento dei servizi dedicati al sostegno alla genitorialità e all'infanzia; consolidamento della rete dei servizi per la prima infanzia.
«In particolare riteniamo di avviare la sperimentazione del Sostegno per l'inclusione attiva su tutto il territorio nazionale, incrementando significativamente la copertura prevista dalla legge di stabilità 2014» procedendo nell'utilizzo «dei 168 milioni di euro previsti per l'estensione a tutto il Mezzogiorno della sperimentazione precedentemente avviata in 12 città».
IN UE POCHI PAESI PEGGIO DELL'ITALIA. L'organizzazione ha inoltre comparato i dati su povertà di reddito, di lavoro e indici di deprivazione tra Italia e resto d'Europa. Il nostro Paese, nonostante ci sia stato un leggero miglioramento nel welfare, dal punto di vista della povertà risulta dietro solo i nuovi Stati membri Ue (Bulgaria, Romania, Ungheria e Lituania), Irlanda e Grecia (profondamente colpiti dalla crisi).
La stessa Commissione europea ha chiesto di agire intervenendo proprio sui minori perché è il gruppo maggiormente esposto al rischio povertà, evitando così una loro peggioramento. «Non si tratta solo di un problema di quantità di risorse messe a disposizione, ma soprattutto di come queste risorse vengono spese e di quanto siano efficaci», ha concluso il direttore generale Valerio Neri.

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